
Mancavano trentatre secondi alla fine del nono round quando è accaduto lo stravolgimento di un intero match. Filip Hegevoic, nettamente sotto nel punteggio (non aveva vinto nessuno dei precedneti otto round), metteva a segno un diretto destro che svuotava improvvisamente ogni risorsa di Moses Itauma.
Il britannico barcollava, aveva le gambe che non riuscivano a tenerlo dritto, sbandava, muoveva le mani istintivamente. Ma il match era finito.
Itauma aveva picchiato per otto round. Aveva colpito il rivale al corpo, alla fronte, alla mascella, sul mento e sulle spalle. Aveva fatto vedere al mondo la sua in credibile velocità, la meravigliosa scelta di tempo e misura. Doti del grande campione. Aveva difeso con spalla, gomito, braccio e schivate. Era diventato una sorta di fantasma pistolero. Ogni colpo un centro. Ogni tentativo del croato, niente. Moses non veniva colpito.
Filip Hrgovic ha incassato quello che un pugile non dovrebbe mai incassare. È stato contato, ha sbandato a sua volta. Ganci, montanti, diretti lo hanno travolto per otto interminabili riprese.
Niente, non si è arreso. Fino a quando ha deciso di giocarsi tutto.
“È il match che vale una vita” aveva detto alla vigilia.
E alla fine ce l’ha fatta.
Ha travolto l’uomo che lo aveva riempito di botte per otto riprese.
E Itauma è crollato giù, al tappeto mentre dall’angolo volava l’asciugamano e l’arbitro si metteva tra i due protagonisti per decretare la fine del combattimento.
Filip Hrgovic ha conquistato il titolo dei massimi per l’IBF. È il primo croato a diventare campione del mondo della categoria. Una serata indimenticabile per lui, paura per Moses Itauma che ha subito una durissima punizione.
MASSIMI (mondiale IBF, titolo vacante) Filip Hrgovic (Cro, 21-1-0, 6 ko, 105,100 kg). b Moses Itauma (Gbr, 14-1-0, 12 ko, 107,150 kg) kot 9 dopo 2:27. Arbitro: Howard Foster (Gbr)



