
Male, decisamente male Guido Vianello. Spesso fuori misura, non al meglio sul piano fisico. Sembrava che, dal quarto round in poi, soffrisse la fatica, che non avesse reattività. Non ha più saputo sciogliere i nodi che l’altro gli proponeva.
Moses Jolly si è mostrato per quello che si pensava potesse essere. Confuso, poco tecnico, caotico nell’azione. Un pugile, al momento, di medio/basso livello nonostante la buona forma su piano fisico.
In conclusione un incontro brutto, finito in parità, senza recriminazioni. Quello su cui si può recriminare è invece la prestazione di Vianello. Per tre round ha mantenuto la direzione giusta. Mancavano le serie, ma quello che faceva sembrava comunque più che sufficiente a tenersi avanti nel punteggio. Il diretto destro d’acchitto in attacco, il montante come colpo preferito dalla corta distanza e qualche gancio a lasciare il segno dettavano legge.
Poi, un calo fisico evidente. La condizione atletica e gli errori nel momento di piazzare colpi efficaci, per colpa di una giusta distanza quasi mai trovata, sono stati i due fattori che hanno penalizzato la prestazione di Vianello. L’altro è stato comunque coraggioso, molto attivo e sempre in condizione di provarci.
Poi, nel finale, calato anche lui sul piano fisico, Jolly ha confermato di non esssere in possesso di un repertorio tecnico adeguato per questi palcoscenici.
Combattimento senza lampi, non bello da vedere. Sicuramente un passo indietro per Guido Vianello, proprio nella sera del debutto sul palcoscenico inglese con la nuova sigla..
Per Moses Jolly la strada è ancora molto, molto lunga. E difficile da percorrere.
MASSIMI - Guido Vianello (Ita, 14-3-2, 12 ko, 114 kg) e Moses Jolly (Gbr, 12-0-1, 8 ko, 114,120 kg) pari in 8 riprese, Emy Pu (arbitro e giudice unico) 76-76.



