
Guido Vianello ha 32 anni, da otto fa il pugile professionista.
Ha esordito negli Stati Uniti l’8 dicembre 2018, al Madison Square Garden di New York. Attualmente ha un record di 18 match (14-3-1, 12 ko). Diciassette incontri negli Stati Uniti, uno in Italia. Al PalaAtlantico di Roma il 28 ottobre 2022.
Ha battuto Aslanbeck Makhmudov per kot 8, ha perso ai punti per split decision contro Eve Ajagba, ha superato per ko 5 Alexis Barriere nell’ultimo incontro, l’11 ottobre scorso.
È numero 12 per l’IBF e la WBO, 14 per il WBC.
Vianello ha vissuto a Las Vegas, si è allenato in Inghilterra, negli Stati Uniti e a Pomezia. Nel match di Filadelfia, quello contro Barriere, ha avuto al suo angolo anche Giovanni De Carolis.
Ha lasciato la Top Rank di Bob Arum e ha firmato per la Queensberry Promotion di Frank Warren. Quello di stanotte sarà il suo primo evento con la nuova sigla.
Un incontro in cui ha poco, in prestigio, da guadagnare. E molto da perdere, in reputazione, se farà una brutta figura. Il valore del suo avversario, Moses Jolly, lo dicono i nomi dei pugili affrontati. Guido appartiene a un altro livello.
Il combattimento è all’interno della riunione di Londra, imperniata sul mondiale massimi IBF (vacante) tra Moses Itauma e Filip Hrgovic.



