Il 19 agosto del 1995, all'MGM Grand di Las Vegas, "Iron" Mike Tyson liquidò rapidamente "Hurricane" Peter McNeeley per squalifica al primo round, nel suo primo incontro dopo aver scontato tre anni di carcere.
Nessuno poteva sapere in che condizioni Tyson si sarebbe presentato a questo appuntamento dopo quattro anni di assenza dalla boxe di cui tre di detenzione.
McNeeley, figlio dell'ex sfidante di Floyd Patterson al titolo mondiale dei pesi massimi Tom McNeeley, possedeva una discreta potenza nei colpi. Si era inoltre reso protagonista di alcuni momenti divertenti durante le conferenze stampa pre-match ed era considerato sfavorito dai pronostici della vigilia.
Al suono del gong iniziale McNeeley iniziò il combattimento attaccando coraggiosamente Tyson che fu bravo ad evitare i pugni furiosi del suo avversario e ad atterrarlo con un gancio destro dopo soli dieci secondi dall'inizio del match.
Dopo il conteggio in piedi di otto secondi dell'arbitro Mills Lane, a McNeeley venne permesso di proseguire il suo assalto sconsiderato su Tyson, rimasto sempre lucido e pronto a cogliere l’attimo giusto.
Dopo il primo minuto della ripresa “Iron Mike” aumentò l'intensità della sua azione e mise a segno un montante destro che mandò nuovamente McNeeley al tappeto.
Questa volta, rialzandosi, Peter apparve visibilmente scosso e malfermo sulle gambe al punto che il suo manager, Vinnie Vecchione, entrò sul ring per impedire al suo ragazzo di subire ulteriori danni, facendo sì che l’arbitro, a termini di regolamento, assegnasse la vittoria per squalifica a Tyson.
Ad assistere al combattimento dell'MGM erano presenti 16.113 spettatori e l'evento in pay-per-view registrò più di 1,52 milioni di acquisti, generando un incasso superiore ai 60 milioni di dollari, un record per l'epoca.




