Il 18 agosto 1969, sul ring del Madison Square Garden di New York, “Big” George Foreman, medaglia d’oro ai giochi olimpici di Mexico 68, al suo quarto incontro pro, ancora inesperto ma potentissimo sconfisse per Kot alla terza ripresa, 'The Bayonne Bleeder', Chuck Wepner(allora 19-4-2), già temperato da dure battaglie e incline ai tagli, alla prima vera prova dal suo passaggio al professionismo.
Come era solito fare Foreman iniziò il match a tutta cercando di distruggere il suo avversario quanto prima.
Big George colpì Wepner a suo piacimento con jab secchi, ganci sinistri pungenti e destri solidi.
Wepner barcollò in seguito ad una raffica di pugni nel secondo round e gli si aprì un taglio sopra l'occhio sinistro.
All'inizio del terzo round, Foreman allargò il taglio con un ennesima serie di colpi, e l'arbitro fermò il combattimento dopo 54 secondi dall’inizio della ripresa con l’occhio sinistro di Wepner che sanguinava copiosamente.
Ci vollero 51 punti di sutura, senza l’uso dell’anestetico, per ricucire la ferita. «A che serve, se la faccia me l'ha già anestetizzata Foreman.»
"Sono felice di aver vinto, ma deluso che non sia durato qualche round in più. Avrei potuto trarne beneficio." disse Foreman alla fine dell’incontro.
Nessuno in quel momento avrebbe potuto immaginare che Wepner sei anni dopo, il 24 marzo 1975 a Richmond, avrebbe combattuto per il titolo mondiale contro Muhammad Alì uscendo battuto per Kot alla 15esima ripresa dopo aver atterrato “The Greatest” nella nona.
La sfida tra Ali e Wepner ispirò Silvester Stallone a creare il personaggio di Rocky Balboa, protagonista della fortunata serie di film “Rocky”, vincitore di tre premi Oscar nel 1977.




