
di Dario Torromeo
Sabato Dario Morello combatterà a Londra per l’europeo dei medi. Titolo importante, avversario di valore. George Liddard è pugile di ottimo livello, per me è il favorito. Ma non per questo auguro le peggiori sventure all’italiano. Anzi, in tutta sincerità, spero che scenda dal ring vincitore.
Dario sa come muoversi in questa società che fa girare provocazioni e soldi. Ha creato un personaggio che è insopportabile per molti, genera grande empatia in altri. Ha costruito un prodotto che ha funzionato alla grande nel limitato universo promozionale della boxe. E adesso in tanti pagheranno nella speranza che Liddard gli dia una brutale lezione. Altri invece pagheranno per esultare, incitare, applaudire. Perché lui incarna il loro eroe.
Amore e odio. Miscela esplosiva, difficile da maneggiare.
Ho intervistato un paio di volte Morello, non di più. Ho trovato un ragazzo intelligente che analizza le situazioni e sa quello che fa. Conosce i meccanismi della comunicazione, conosce il target di riferimento e si muove di conseguenza. Con successo.
La situazione non è nuova. Ma si sta ingigantendo in modo inquietante mentre ci avviciniamo all’evento.
Gli insultl, i presagi funesti letti sui social, sono in crescita fino ad arrivare a livelli inquietanti.
Ognuna delle due parti, Dario e gli odiatori, continua nel proprio “lavoro". Lui lo fa scientemente nel rispetto del personaggio che ha creato, gli altri (forse) lo fanno seguendo l’istinto in cerca di una rivalsa, nella speranza che qualcuno gliela faccia pagare.
Era da tempo che non mi trovavo davanti a un match di pugilato capace di creare così tanta tensione.
Devo dire che, fino ad oggi, Dario Morello è stato bravo ad alimentare l’interesse. A prescindere da risultati ed emozioni che sa regalare, ha sempre e comunque venduto più biglietti degli altri. È quello che, in fondo, ogni impresario sogna.
Non è il mio genere, ma io faccio un altro mestiere.
Sabato, finalmente, cii sarà il combattimento.



