Con una delibera tramite un documento di ben 18 pagine, la WBO ha designato il kazako Janibek Alimkanuly (17-0) sfidante ufficiale dell’inglese Hamzah Sheraaz (24-0-1), attuale detentore del titolo super medi dell’ente.
Le parti avranno venti giorni di tempo per trovare l’accordo a trattativa privata, altrimenti si andrà all’asta.
Per Sheeraz, pupillo di sua eccellenza Turki Alalshikh, sarà la seconda difesa del titolo facilmente conquistato lo scorso maggio battendo per KO alla seconda ripresa l’inconsistente Alan Begic e difeso non senza difficoltà a luglio superando ai punti per MD il tedesco Zachenhuber.
Campione mondiale dilettanti 2013 e olimpionico a Rio 2016, Alimkanuly è stato campione mondiale dei pesi medi WBO e IBF dal 2022 al 2025 prima di essere trovato positivo al Meldonium, farmaco proibito dal protocollo Wada, ad un controllo antidoping, che gli è costato la squalifica di un anno.
Decisione discutibile da parte della WBO, che penalizza il danese Jacob Bank (20-0) che si era guadagnato il diritto di affrontare Sherraz grazie ai successi su gli ex campioni Tyrone Zeuge e Wiliam Scull e quello di luglio sul polacco Pawel August.
Troppi i punti controversi che pesano sul campione kazako.
Nonostante la squalifica la WBO non gli ha mai tolto il titolo dei pesi medi al quale Alimkanuly ha rinunciato volontariamente per salire tra i super medi, dove è stato subito classificato al n. 2 e designato velocemente sfidante ufficiale al titolo dei super medi.
Quindi, dopo aver fallito il test antidoping ha ricevuto una squalifica retroattiva; ha mantenuto il suo titolo fino a quando ha voluto per poi essere ricompensato con un percorso diretto verso un altro titolo mondiale.
Una punizione esemplare non c’è che dire.




