
Londra, 22 agosto. Europeo (vacante) dei pesi medi, Dario Morello vs George Liddard.
A fare la differenza non sarà la tecnica, ma la pesantezza dei colpi. Se l’altro rispetterà il copione, verrà costantemente avanti. Per bloccarlo Dario dovrà schivare alla perfezione e contrarlo con durezza negli scambi. È qui che la cosa si complicherà. Non mi sembra che Morello abbia, nel pugno, forza a sufficienza per mettere in pratica questa soluzione.
Ercole Morello, padre e maestro di Dario, mi dice di non essere su questa lunghezza d’onda: “La boxe può essere fatta in tanti modi. Tattica, testa e capacità di eseguire sul ring il piano studiato, possono risultare determinanti. Un pugile può trovare nuove soluzioni rispetto a quelle che ha sempre adottato. Se dovessimo incamminarci lungo la strada che tu hai previsto, non ce la faremmo. Ma abbiamo studiato, lavorato, sperimentato nuovi percorsi. Dario si è allenato alla grande, ha risposto a ogni sollecitazione, ha accettato ed eseguito alla perfezione le varianti che pensiamo di adottare. Sono convinto che vincerà. Sarà dura, ma vincerà. Chissà che non lo faccia addirittura prima del limite…”



