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Bep Van Klaveren, oro olimpico nei piuma ad Amsterdam 1928 vive in un bronzo celebrativo a Rotterdam

Mi trovo a Rotterdam per motivi personali. In giro per la città, in un giardino, scorgo una statua in bronzo; è un pugile, in guardia sinistra, sopra i cinque cerchi olimpici. E’ la statua di Bep Van Klaveren, oro olimpico nei pesi piuma alle olimpiadi di Amsterdam 1928, campione d’Europa dei leggeri e dei medi tra i professionisti, 110 incontri e 80 vittorie in ventisette anni e attraverso quattro continenti.

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Una leggenda in Olanda che viene tenuta viva grazie al memorial Bep Van Klaveren che si tiene ogni anno dal 1993, un anno dopo la sua morte, l’ultimo lunedì di settembre, al Topsportcentrum di Rotterdam vicino lo stadio del Feijenoord. Tanto famoso che, nel 2007, Bep è stato votato dai visitatori del sito web degli Archivi Comunali come il più grande “Rotterdammer” di sempre, davanti, pensate, al grande filosofo, teologo e umanista Erasmo da Rotterdam. Nato a Rotterdam il 26 settembre 1907, Lambertus “Bep” Van Klaveren conquista nel ‘28 l’oro olimpico davanti ai suoi tifosi in delirio, battendo nell’ordine lo spagnolo Juan Munoz, il gallese Fred Perry, lo statunitense Harry Devine ed in finale l’argentino Victor Peralta. Ovviamente è dichiarato eroe in patria tanto da essere presentato, medaglia d’oro al collo, alla regina Guglielmina e dal principe consorte Enrico. Passato professionista l’anno dopo, diviene campione olandese all’undicesimo match. Inizialmente combatte tra Olanda e Inghilterra, nel 1930 disputa tre match a Joannesburg, e il 19 luglio del ‘31 conquista l’Europeo dei leggeri battendo sul ring amico della sua Rotterdam il belga Francois Sybille, che difendeva il titolo forte di un record di 58+ 4- 12=. Dopo due vittoriose difese sull’inglese Harry Corbett e sul belga Henri Scillie e un pari nella rivincita a Francois Sybille, Van Klaveren cede lo scettro europeo nelle mani di Cleto Locatelli, che lo batte ai punti a Rotterdam il 17 luglio 1932. Dopo questa sconfitta salpa per gli Stati Uniti, dove nell’arco di quattro anni incrocia i guanti contro alcuni dei più grandi fuoriclasse del tempo tra i quali i futuri Hall of Fame Billy Petrolle, che lo batte KOT al quarto, e Young Corbett III, al secolo Raffaele Giordano, che lo batte due volte ai punti. Si toglie comunque grosse soddisfazioni con le vittorie su pugili del calibro di Baby Joe Gans e Tony Falco, sul futuro campione del mondo NYSAC dei medi Ceferino Garcia e su Kid Azteca. Poi, tornato in patria, conquista l’Europeo dei medi, nello stadio del Feijenoord della sua Rotterdam, battendo ai punti il francese Eduard Tenet, perdendolo però quattro mesi dopo alla prima difesa contro il greco Anton Christoforidis, futuro campione del mondo NBA dei mediomassimi. Dal ‘42 presta servizio nell’esercito olandese durante la seconda guerra mondiale, poi tra il ‘47 e il ‘48 è di nuovo sul ring per 13 volte, conquistando nuovamente il titolo nazionale. I guanti al chiodo restano appesi per 5 anni; nel gennaio del ‘54, a quarantasei anni, è ancora sul ring. Disputa 12 incontri, ne vince 11 e sfida nella sua amata Rotterdam il francese Idrissa Dione per l’Europeo dei welter. Questa volta non riesce nell’impresa, battuto ai punti in quindici round davanti al proprio pubblico. Una sconfitta per KOT contro il tedesco Werner Handtke il 19 marzo 1956 lo convincono, a quasi quarantanove anni, ad appendere definitivamente i guanti al chiodo. Paolo Lantini

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