Un match dai due volti, verdetto comunque giusto
Capita che un incontro inizi a senso unico in modo persino noioso e poi prenda il volo nella seconda metà fino a portare il risultato nell'incertezza. E' quanto accaduto a Jeddah fra Josh Kelly e Caoimhin Agyarko, entrambi nati in Inghilterra anche se la nazionalità del secondo è irlandese. Ed è proprio Agyarko a doversi mangiare le mani per non essere riuscito a centrare l'obbiettivo di togliere al rivale il titolo di sigla IBF dei pesi superwelter. Il problema è stato accettare per quasi 5 rund il passo tranquillo di Kelly e la battaglia di Jab, sicuramente perduta contro un uomo che da dilettante ha fatto bene e che ha nella pulizia tecnica la sua maggiore qualità.
I tecnici inglesi si aspettavano molto dal professionismo dell'ora 32enne Kelly, caduto in depressione per la dura sconfitta subìta prima del limite dal duro armeno David Avanesyan nel febbraio del 2021. La ricostruzione psicologica era stata lunga ma poi Kelly aveva sorpreso tutti da superwelter battendo contro pronostico il russo Bakhram Murtazaliev e togliendogli quel titolo falsamente definito mondiale che difendeva per la prima volta a Jeddah.
Agyarko si rendeva conto di dover cambiare il corso del match e riusciva ad alzare il ritmo e a rendere il tutto una battaglia di attrito. Kelly ci metteva del suo facendosi penalizzare di un punto per ripetuti colpi alla nuca e lasciandosi coinvolgere in un match a corta distanza e nei frequenti clinch. Perdeva lucidità anche a causa delle numerse ferite al volto, in particolare negli ultimi round da una bruttissima al naso.
Kelly però dimostrava di avere attributi a sufficienza per non farsi travolgere implementando anche l'arma del montante destro. Il verdetto andava dalla sua parte con un 114-113 e due 115-112 che corrispondono esattamente al nostro cartellino.



