
di Dario Torromeo
Nell’ennesimo messaggio alla nazione, il presidente della FPI se la prende con gli utenti dei social. In pratica con sé stesso. Se la prende con chi non presenzia agli eventi pugilistici. Lo fa, sicuramente, da spettatore assiduo di Mondiali, Olimpiadi, riunioni internazionali con pugili professionisti. Se la prende con quegli utenti dei social che non riconoscono gli incredibili risultati ottenuti dal movimento pugilistico italiano negli ultimi anni.
Temo abbia sbagliato interlocutore. L’attacco dovrebbe farlo a Sport e Salute (già Coni Servizi S.p.A.). È l’azienda pubblica italiana che sovvenziona e monitorizza l’attività sportiva nel nostro Paese. L’azienda da cui la FPI riceve circa 5,5 milioni di euro l’anno, per spenderli a sostegno del movimento.
Sport e Salute ha pubblicato nel suo rapporto (a pagina 8 del Rating delle FSN 2025) un grafico: “Rappresenta il risultato sintetico complessivo delle performance ottenute ai Giochi Olimpici, Mondiali ed Europei più recenti.” La Federazione Pugilistica Italiana figura al trentaduesimo posto su 37 Federazioni Nazionali riportate in graduatoria.
Nella tabella dei contributi (attribuiti, tra l’altro, per rilevanza sportiva internazionale, risultati sportivi ottenuti, rilievo mediatico, crescita del movimento, efficienza operativa, costi) la FPI figura al diciottesimo posto dopo: Calcio, Nuoto, Pallavolo, Tennis e Padel, Sport Invernali, Atletica Leggera, Pallacanestro, Scherma, Ginnastica, Ciclismo, Judo/Lotta/Karate/Arti Marziali, Sport del Ghiaccio, Vela, Rugby, Tiro a volo, Sport Equestri e Canottaggio.
Chiudo ricordando che il movimento pugilistico italiano è gestito dal presidente federale, che sceglie uomini e programmi. La sua elezione dipende soprattutto dai risultati che ottiene nel quadriennio in cui è in carica. Quattro anni come vicepresidente vicario (2017/2020), otto da presidente (2021/2024 e 2025/2028). L’ultima volta ha vinto per due voti (444-442), presidente 50,06, Fabrizio Baldantoni 49,63%…



