Martina si racconta dopo la serata genovese nella quale ha conquistato il titolo EBU superpiuma detronizzando Almudena Alvarez
di Maurizio Roveri

(Il verdetto: la Righi si commuove; la Alvarez protesta con veemenza)
Una notte così Martina l’aveva sognata, inseguita, attesa, persa, poi nuovamente cercata, rincorsa, tallonata, finalmente raggiunta. E vissuta. Vissuta intensamente. Infine stringendo forte tra le mani solide quella bellissima cintura EBU, sul ring del PalaCorradi di Arenzano, quando ormai era mezzanotte. Con l’emozione che saliva travolgente. E soltanto a quel punto Martina Righi si è lasciata assalire dalla gioia. E ha potuto abbandonarsi al pianto e alla felicità. Dopo una battaglia aspra, spigolosa, di intensa concentrazione, di controllo emotivo e di gestione sapiente dei tempi, della distanza, del ritmo.
L’avversaria, Almudena Alvarez, era la campionessa europea in carica della categoria Superpiuma. Una spagnola fisicamente solida. Che si portava dietro anche l’esperienza recente di un match Mondiale, combattuto contro la fortissima Dina Thorslund in Danimarca, match perso chiaramente ai punti, ma pur sempre un’avventura mondiale. Un’esperienza in più da portarsi dietro, fra le sedici corde della cittadina alle porte di Genova.
L’italiana, fiorentina doc, ha eseguito con sicurezza la strategia preparata assieme al suo Maestro, Simone Rossetto. Nella palestra della Rossetto Boxe.
Lucidità, senso del controllo, pazienza, ordine. E un’azione incisiva, per fare punti, round dopo round.
Obiettivo raggiunto. Martina Righi sul trono d’Europa.

(Martina Righi festeggia l'Europeo sul ring di Arenzano)
“A distanza di un anno ci abbiamo riprovato. Non nei leggeri, ma nei superpiuma. Lei, la spagnola, era la campionessa in carica. Sapevo, dunque, che per toglierle il titolo avrei dovuto vincere e convincere. E’ stato un combattimento molto impegnativo. Intenso. Ero pronta. C’è stato in avvio un inconveniente, ho subìto una testata alla prima ripresa che mi ha rotto il naso e mi sono trovata ad affrontare tutti i dieci round con il naso sanguinante. Però ero talmente concentrata, e convinta di tutto quel che andava fatto per portare a casa il titolo europeo, che son riuscita a tenere sotto controllo anche questo fastidio”.
Quale strategia avevi preparato con il Maestro Rossetto?
“Inizialmente la tattica era quella di fare scambi, colpi in velocità: toccare, schivare, cercando di mandare Almudena a vuoto poichè lei è molto brava a rispondere immediatamente. Poi, vedendo che la spagnola subiva quando intensificavo le azioni offensive, la tattica è stata modificata. Aumentando cioè l’intensità. Ho fatto un match più d’attacco”.
I colpi che sono stati più efficaci e che ti hanno permesso di afferrare il controllo del combattimento?
“Il diretto destro e il gancio sinistro”.
Verdetto di split decision. Due giudici ti hanno vista vincente e anche chiaramente, assegnandoti 6 e 8 punti, ma il terzo giudice aveva sul suo cartellino 2 punti per Almudena Alvarez… Com’è stato possibile?
“Per quanto i round potessero essere caratterizzati da un certo equilibrio, io credo d’essere stata più incisiva, più efficace. Ad esempio, chiudere le riprese con un colpo più evidente. Quello che va a segno bene, che incide nel punteggio. In ogni round, ho sempre cercato di fare qualcosa di più sostanzioso rispetto alla mia avversaria. Per essere più convincente”.
Quanti round pensi di avere vinto?
“Otto”.
“Penso che il primo round sia stato pari, il secondo a lei, gli altri li ho vinti io”.
Tuo figlio che cosa ti ha detto?
“Mattia è felicissimo. Ha 15 anni, era lì in prima fila. A urlare. Orgogliosissimo ora della nostra vittoria. E dico “nostra” perchè noi condividiamo tutto”.
E…Ira?
“E’ la mia cucciolona di un anno. Una pitbull. Meravigliosa. Divertentissima. Anche lei era lì con me ad Arenzano”.
Hai una dedica per questo importante successo?
“Sì assolutamente, lo dedico a tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni, nel bene e nel male, a chi mi ha sostenuto. E anche a me stessa, per la costanza che mi ha accompagnata lungo tutto questo percorso”.
All’età di 35 anni, una Pugile è matura. Il fisico solido. E dunque, la carriera prosegue…
“Certo. Certo. Su questo non avevo dubbi. Posso averne altri di dubbi, ma su questo ormai ho tanta consapevolezza. Sì, penso di meritarmi dei palcoscenici importanti”.
Il primo pensiero che ti è passato per la testa nel momento del verdetto
“Sono scoppiata a piangere. Sono scoppiata a piangere perchè non è soltanto vincere una cintura, ma il significato è molto più profondo. Ho rivisto in un attimo tutto il percorso fatto, i sacrifici di anni, tutte le volte che ho pensato di mollare e non l’ho fatto. E insomma, sono orgogliosa di me stessa. Ho fatto la storia”.
Sei la prima Donna fiorentina ad essere campionessa d’Europa
“Sì. Ero già stata la prima pugile Professionista fiorentina a vincere il titolo italiano, nel 2022. E ora porto nella mia città la cintura EBU di campionessa d’Europa”.
Il prossimo obiettivo?
“Arrivare ancora più in alto. Arrivare in vetta. In vetta al Mondiale. Mi affiderò al manager, Rolando Frascaro, che saprà come continuare e come indirizzare la mia carriera”.



