
Sabato ad Arenzano la pugile fiorentina sfiderà la spagnola Almudena Alvarez, detentrice della cintura EBU dei Superpiuma
di Maurizio Roveri
Martina Righi, un anno dopo.
Da una sfida europea, che lasciò in lei tormenti e rabbia, al coraggio di rialzarsi e tornare in scena. A combattere ancora. Con una nuova consapevolezza. E con la dignità che - da sempre - l’accompagna nella vita e nello sport.
Quella fierezza che non è mai mancata alla pugile fiorentina.
Una Donna che ha un sogno da inseguire. Diventare Campionessa d’Europa.
La prima volta con il titolo EBU in palio, fra le sedici corde del PalaBondi di Ferrara, non andò bene. Ci riproverà sabato 30 maggio. Sul ring del PalaCorradi di Arenzano. Nell’evento pugilistico della Organizzazione De Carolis Prom - Rossetto Boxe.
La merita, Martina, questa seconda opportunità.

(Martina Righi in allenamento)
Quel knock down che la sorprese l’11 aprile dell’anno scorso, dopo 1 minuto e cinquantotto secondi dall’inizio del suo primo match per un titolo Europeo, è un amaro ricordo che vuole definitivamente lasciarsi alle spalle. In particolare, il verdetto di KOT decretato dall’arbitro quando Martina Righi era riuscita a rimettersi in piedi e restavano due soli secondi al gong di fine round.
Già, due secondi. Un attimo soltanto. Poi, ci sarebbe stato il minuto all’angolo. Per recuperare meglio. E riordinare le idee, con la collaborazione del suo maestro.
“Ero in piedi, davanti all’arbitro, stavo bene. Però lui non mi fece continuare. Rimasi sorpresa. Incredula. Non si volle farmi continuare. Eppure, un arbitro di livello come quel signore che mi ha arbitrato non è l’ultimo arrivato…”.
“Non ho mai visto visto fermare un titolo EBU al primo round per un colpo a freddo e con un’atleta cascata sui gomiti, e non con la testa, e che si è rialzata in maniera perfetta senza neanche barcollare e che tra l’altro era data in vantaggio sui cartellini”.
Fra tre giorni, sabato 30 maggio sul ring della città ligure di Arenzano, Martina Righi tornerà a dare l’assalto all’Europa. Da challenger. Affrontando Almadena Alvarez De La Puente, la detentrice, spagnola della Comunidad madrilena.
“E stavolta combatterò nella mia categoria naturale di peso, quella dei superpiuma”.
Al limite dei 59 chili.
A Ferrara - tredici mesi fa - aveva combattuto nella categoria dei pesi leggeri. A chilogrammi 60,450. Appena 50 grammi meno della sua amica Pamela, la bolognese che deteneva la cintura dell’EBU (e che successivamente, nel novembre scorso, è diventata campionessa del mondo IBO dei leggeri, unico titolo mondiale attualmente in possesso del pugilato italiano).
Un passo indietro. Martina Righi nella seconda parte del 2024 e all’inizio del 2025 non trovava occasioni per salire sul ring. Passavano i mesi e restava inattiva. Una situazione che cominciava ad essere un po’ frustrante. In particolare per una combattente come la pugile di Firenze. Che è stata due volte campionessa d’Italia dei leggeri sconfiggendo Alessia Vitanza il 12 novembre 2022 e Nadia Flahli il 5 maggio 2023. E che successivamente era stata interprete di coraggiose prestazioni internazionali nei superpiuma. All’estero. In Inghilterra, aprile 2024, perdendo ai punti, molto dignitosamente, contro la lanciatissima Elizabeth Oshoba (in palio la cintura Internazionale IBO) e successivamente andando in Francia ad affrontare coraggiosamente la quotata Emma Gongora, detentrice del titolo WBC Francophone dei piuma, costringendo la pugile francese ad un “match pari” a casa sua, Marsiglia.
Come detto, nella seconda parte del 2024, Martina Righi non trovava delle opportunità per salire sul ring. Il tempo passava.
E allora Pamela Malvina Noutcho concesse alla pugile fiorentina l’occasione. Mettendo in palio, contro Martina, il suo titolo EBU. Avevano diverse volte fatto i guanti insieme, quando tra il 2022 e il 2023 Pamela si recava a Firenze per fare sparring. Si conoscevano bene. Era un derby italiano sulla strada europea.
Ricordo l’amarezza della Righi, quella sera ferrarese dopo il verdetto di KOT. Era delusa. “Ora devo riflettere”, si lasciò sfuggire mentre lasciava lo spogliatoio.
In realtà, prese una decisione in tempi brevi. Scelse di continuare. Perchè?
“Perchè ero stata fermata. Non sconfitta”.
Appena due mesi più tardi, la pugile toscana era già sul ring. Per un match di collaudo, battendo tranquillamente la francese Marie Helene Sakharov. Nella categoria dei superpiuma. Bella emozione per una fiorentina doc come lei combattere nel centro della sua città, in Piazza Santa Croce. Fra le piazze più suggestive e romantiche della splendida Firenze.
E un’altra giornata speciale era in arrivo in quel mese di giugno del 2025. Quando la valorosa pugile professionista fiorentina venne scelta dal Sindaco di Firenze per il ruolo, dal forte valore simbolico e rappresentativo, di “Leggiadra Madonna”. Per la seconda semifinale di un evento, sempre sentitissimo dai fiorentini, qual è il Calcio Storico Fiorentino.
“Sì, venni nominata in occasione della sfida tra Bianchi e Verdi. Emozione fortissima l’essere scelta, per me che sono nata e vivo a Firenze. Piansi per la gioia”.
Ed ora è arrivato il momento di piangere ancora per la gioia. Un altro tipo di gioia. Stavolta un risultato agonistico da ottenere sul ring. Può essere il più importante della carriera certamente dignitosa della trentacinquenne toscana.
Martina Righi, per questa opportunità europea da colorare con tinte forti, si è preparata nel migliore dei modi. Alla Rossetto Boxe. La palestra genovese del maestro Simone Rossetto.
“Sto facendo da diverse settimane avanti e indietro Firenze-Arenzano. Parto il martedì e rientro a casa il venerdì. La mia avversaria, Almadena Alvarez, è atleta longilinea, ha già fatto match di livello, ha acquisito molta esperienza sia da pugile Dilettante, sia nel Professionismo. Dovrò essere molto incisiva, fin dall’inizio. Per potermi assicurare il maggior numero di round”.
Dunque, la spagnola, quarantatreenne, è la campionessa. Ancora. Pur avendo conquistato il titolo EBU European dei superpiuma il 9 novembre 2024 al Polisportivo Pau 4 Sur della città di Mostoles. Vittoria TD all’unanimità (80-73 in tutti i tre cartellini) contro Marian Herreria, che si era ferita alla testa nel corso del quarto round. L’arbitro - José Lazaro Carrasco Jr. - dovette poi fermare il match all’inizio dell’ottava ripresa.
Più recentemente Almudena Alvarez - dopo due match nel corso del 2025, senza alcun titolo - ha combattuto il 31 gennaio di quest’anno per il WBC Interim World nella categoria dei Piuma. Sconfitta netta (9 e 8 punti per i giudici), tuttavia riuscendo a fare tutte le dieci riprese contro la forte e ancora imbattuta Dina Thorslund (24 match, tutti vinti, Campionessa del Mondo dal 2018).



