L'olandese impone un ritmo che Usyk non regge più
Quanto avvenuto sul ring egiziano fra il campione del mond dei pesi massimi leksandr Usyk e il kickboxerb Rico Verhoeven, titolo in palio, è qualcosa che rischia di incrinare certezze costruite in decenni di interesse e studio sullo sport del pugilato. Ed è in un caso come questo che bisogna cercar di essere razionali ed arrivare a delle conclusioni ovviamente personali.
Cominciamo col dire che Usyk ha comunque vinto prima del limite e questo è il risultato che rimarrà nei record, ma è altrettanto vero che al momento dell'interruzione, poco prima della fine dell'11° round, il 37enne olandese era in netto vantaggio ai punti. Come è potuto avvenire questo in un match che sembrava essere uno di quegli eventi che lo youtuber Jake Paul ha portato purtroppo alla ribalta prima di cadere clamorosamente nel primo match serio della sua vita? In pratica è successo qualcosa che era già avvenuto quando l'ex campione del mondo Tyson Fury battè di strettissima misura un altro atleta che non frequentava la boxe professionistica ma un altro sport di combattimento, cioè Francis Ngannou. Si parlò allora, a ragione di un Fury fuori condizione ma sia nel caso di Ngannou, poi demolito da Anthony Joshua, come di Verhoeven si trattava di atlleti veri e non di figure costruite ad arte sul web.
Veniamo al punto sul match di Giza. Usyk ha sofferto moltissimo perché Verhoeven non a caso lo ha costretto a un match che Usyk non è più in grado di sostenere, soprattutto a 39 anni. A memoria non ricordo nè un massimo leggero nè un peso massimo vero che di fronte a Usyk si sia mosso così velocemente imponendogli un ritmo altissimo quasi sempre attaccandolo e non fermandoglisi mai davanti. Non solo, a Verhoeven hanno insegnato bene a tenere la testa ben al riparo della spalla, a girare dal lato giusto contro un mancino come Usyk , a colpire sotto. Aggiungiamo che Verhoeven ha la struttura di un peso massimo del l XXI secolo e Usyk no, ma questo lo si sapeva.
Non è un caso comunque che la soluzione prima del limite, propiziata da un montante sinistro seguito poco dop da un montante destro, sia avvenuta quando Verhoeven, stanco da un paio di round, si è fermato davanti a Usyk. Si può discutere se l'intervento dell'arbitro sia stato tempestivo o affrettato ma il match era ormai andato.
Usyk è stato a lungo incerto sul suo futuro ultimamente e questo match deve comunque farlo riflettere anche se crediamo che i soldi e l'orgoglio per una figura fatta non esattamente entusiasmante lo riporteranno davanti a Verhoeven. Ma l'olandese in ogni caso potrebbe avere indicato la strada: Usyk non è certo più invulnerabile se costretto a questi ritmi.



