Tre anni fa, il primo aprile 2023, nella sua Edimburgo, moriva Ken Buchanan.
26 Giugno 1972, Madison Square Garden; sono il giorno e il luogo in cui il mondo dello sport tutto fa la conoscenza di una delle più grandi leggende della storia della boxe… la leggenda di Manos De Piedra.
Ken Buchanan è un grande campione; scozzese di Edimburgo che compirà 27 anni tra due giorni, è il campione del mondo dei leggeri, non ha il colpo del KO, ma la sua boxe è completa e si adatta ad ogni tipo di situazione. Il suo jab sinistro è un’arma eccezionale, e ne sa qualcosa il grande Ismael Laguna che lo ha subito ininterrottamente per trenta round e che per due volte ha dovuto subire il verdetto ai punti in favore dello scozzese in due match entrambi col titolo del mondo in palio. Ritmo, velocità e precisione sono le armi che sopperiscono alla mancanza del colpo del KO e che comunque gli hanno fatto risolvere prima del limite 16 dei 43 incontri vinti. Una sola sconfitta, ai punti, contro Miguel Velazquez per l’europeo dei leggeri. Ha conquistato il mondiale unificato WBA e WBC a San Juan di Portorico, in casa Laguna, per SD, e lo ha difeso due volte, sempre ai punti, con Ruben Navarro e, appunto, nuovamente Ismael Laguna. Al Garden sono accorsi 18.821 spettatori paganti, record assoluto per un mondiale dei leggeri. Ken Buchanan è dato favorito dagli allibratori della Grande Mela 2 a 1. E’ in palio solo il titolo WBA, non avendo Buchanan potuto difendere il WBC contro lo sfidante ufficiale, lo spagnolo Pedro Carrasco, per concedere la rivincita a Laguna.
Ma il campione del mondo dei leggeri è lui, solo lui. L’altro è Roberto Duran. Ventotto incontri e ventotto vittorie, 24 per KO.
Ne sa qualcosa il giapponese Hiroshi Kobayashi, quattro anni campione del mondo dei superpiuma dal 1967 al 1971; con il formidabile panamense ha chiuso la carriera, con un KO al settimo.
Buchanan e Duran si erano sfiorati, sempre al Garden, il 13 settembre 1971; quel giorno, prima della difesa di Buchanan contro Laguna, il panamense aveva messo KO in un minuto il mestierante portoricano Benny Huertas. Tornato negli spogliatoi non ebbe neanche bisogno di farsi la doccia. Alla fine del dodicesimo round Roberto Duran è per tutti chiaramente in vantaggio ai punti… per l’arbitro Johnny Lo Bianco, “El Cholo” ha vinto 8 round contro i 3 di Buchanan e 1 pari, per i giudici Bill Recht e Jack Gordon rispettivamente sono 9-2 e 8-3 sempre per il panamense. Personalmente ho visto e rivisto il match e assegno a Buchanan solamente il nono round, nel quale il panamense sembra tirare un po’ il fiato in vista del finale non essendo mai andato, prima d’ora, oltre le dieci riprese. La partenza di Duran è a razzo, tanto che dopo dodici secondi il campione del mondo è costretto a poggiare entrambe le mani sul tappeto sul primo destro d’incontro dello sfidante, costringendo l’arbitro a contarlo pur essendosi rialzato immediatamente. I primi due round sono nettamente a suo favore, più equilibrati terzo e quarto, poi dal quinto al settimo il dominio di Roberto Duran è totale. Sia ben chiaro, Ken Buchanan non sfigura affatto in questo match, tentando di rispondere colpo su colpo all’azione dello scatenato panamense tanto che, con il senno di poi e avendo davanti l’intera carriera di Manos De Piedra, mi sento di affermare che lo scozzese sia stato il degno avversario di un campionissimo. All’undicesimo Buchanan, che come detto precedentemente era salito di ritmo approfittando della pausa di Duran, appare stanco e Duran riprende a dominare. Dominio che diventa nettissimo nel dodicesimo, dove lo scatenato panamense, sospinto dalla folla al grido “Duran… Duran…”, scarica una valanga di colpi a due mani, quasi tutti a segno. Buchanan sembra sul punto di crollare, ma la sua resistenza è quella di un vero campione del mondo. E siamo al tredicesimo… Il round è simile in tutto e per tutto al precedente, ma Ken Buchanan è capace di rimanere in piedi fino al suono della campana, rispondendo come può con i suoi jab taglienti all’azione di Roberto Duran… E suona la campana che termina il tredicesimo round… e avviene quello che non dovrebbe avvenire. Roberto Duran non si ferma, e non si ferma neanche Ken Buchanan. Buchanan è alle corde e Duran non lo molla… Duran colpisce a due mani e Buchanan risponde. Johnny Lo Bianco tenta di fermare Duran afferrandolo alle spalle, e Duran scaglia l’ultimo montante, violentissimo, all’inguine di Ken Buchanan. Buchanan cade al tappeto contorcendosi dal dolore. Viene aiutato a rialzarsi e viene riaccompagnato all’angolo, seduto sullo sgabello per riprendersi, ma è chiaro a tutti che non può riprendere il match. Johnny Lo Bianco era alle spalle di Roberto Duran nel momento in cui questi sferrava il colpo vietato… colpo arrivato a basso ventre probabilmente perché Duran veniva tirato indietro dall’arbitro stesso… e Johnny Lo Bianco non ha visto quello che hanno visto tutti. Ken Buchanan, da regolamento, avrebbe dovuto usufruire di cinque minuti di tempo per riprendersi, e Roberto Duran sarebbe dovuto essere sanzionato per colpo basso. Ma Johnny Lo Bianco non lo ha visto. Il medico all’angolo dello scozzese fa segno che questi non può continuare e Johnny Lo Bianco dichiara Roberto Duran nuovo campione del mondo dei pesi leggeri. Le proteste dell’angolo dello scozzese e di Buchanan stesso sono inutili, il risultato non cambia: KOT al tredicesimo. Il referto medico di Ken Buchanan, visitato in ospedale nell’immediato dopo match, è “rottura del testicolo destro”. Ken Buchanan ha sentito dolore nella zona colpita fino al giorno della sua morte, esattamente tre anni fa. Ha combattuto altri dieci anni, ma non ha mai avuto la rivincita che ha sempre invocato a gran voce.
Due anni dopo, il primo Maggio 1974, ha conquistato l’Europeo a Cagliari, togliendolo al nostro Antonio Puddu al sesto, e lo ha tenuto per un anno, ultima difesa contro il nostro Gianfranco Usai. Nel ‘75 ha tentato la conquista del WBC dei leggeri, battuto ai punti in Giappone dal giapponese Guts Ishimatsu in un match che probabilmente aveva vinto.
Ha chiuso con la boxe nel 1982, a trentasei anni, con un record di 61-8, 27 KO, perdendo cinque dei suoi ultimi sette incontri. Quanto a Roberto Duran, lo sappiamo tutti… ESPN lo classifica al sesto posto nella classifica di 50 pugili più grandi di tutti i tempi, dietro solo a Sugar Ray Robinson, Muhammad Ali, Henry Armostrong, Joe Louis, e Willie Pep.
Paolo Lantini



