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Conteggio in piedi si o no?

 Giusto e utile oppure il contrario?

 

Il dibattito sull'utilità o meno del cosiddetto "conteggio in piedi" non è nuovo anche se rischia di essere anacronistico quando tanta gente, anche telecronisti purtroppo, non conoce la differenza fra knockdown e knock.out. A tal proposito mi è capitato recentemente di sentire frasi tipo "lo ha messo K.O. al secondo round ma è stato poi sopraffatto nei seguenti". Una vera perla.

Tornando al conteggio in piedi, visto in più occasioni anche nella recente riunione di Nocera, esistono più scuole di pensiero, sta di fatto che mentre nel Continente americano è più raro di un Gronchi rosa (francobollo con difetto ritirato poco dopo l'emissione e diventato pezzo rarissimo e molto quotato) sui nostri ring è il contrario. Dividerò la questione in due domande:

1) Il conteggio in piedi è sportivamente giusto?

2) il conteggio in piedi ha un senso come protezione di un pugile in difficoltà?

Premesso che non pretendo di avere la verità in mano in nessuno dei due casi questo è quanto penso in merito, ed è una opinione personale che non per forza corrisponde a quella del sito web per cui scrivo

1) A mio parere il conteggio in piedi costituisce un ingiusto vantaggio dato al pugile in difficoltà e di conseguenza uno svantaggo ingiusto per il pugile che sta vincendo.  Gli 8 secondi, che diventano inevitabilmente il doppio con la susseguente richiesta dell'arbitro al pugile in difficoltà, in realtà impediscono al pugile che è in vantaggio di completare l'opera e ottenere una vittoria prima del limite anche se questa può sempre realizzarsi in seguito, ma anche no.  Chi è contrario al conteggio in piedi, e io sono fra questi, pensa che l'arbitro se giudica che un pugile sia in tale stato di difficoltà che il proseguimento costituisca un rischio per la sua salute dovrebbe interrompere l'incontro e decretare il K.O. tecnico. Diverso è il caso di un conteggio in piedi dato se un pugile non è andato al tappeto solo perché sostenuto dalle corde, in tal caso anche per me tale conteggio è lecito.

2) Molti considerano il conteggio in piedi un intervento per tutelare la salute del pugile in difficoltà e l'intenzione è senza dubbio questa.. Ma siamo sicuri che serva davvero a questo?  E' generalmente condivisa l'idea che sia meno pericoloso un K.O. secco e definitivo che un pestggio prolungatosi per tante riprese. Tante tragedie del ring si sono rivelate tali a incontro terminato al limite delle riprese previste o comunque dopo molte riprese sostenute in stato di difficoltà. Il conteggio in piedi rischia solo di procrastinare una inevitabile fine, quel che è peggio se non immediatamente conseguente ma al termine di un pestaggio prolungato.  A mio modo di vedere vale sempre l'opinione espressa al punto 1, cioè se l'arbitro ritiene un pugile in tale difficoltà sarebbe in realtà più sicuro se dichiarasse a quel punto lo stop immediato e definitivo.

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