Il pugilato italiano piange la scomparsa, avvenuta questa notte a Cagliari all’età di 81 anni, di Antonio Puddu (65-8-1), meglio conosciuto come “Tonino”, ex campione europeo e sfidante mondiale dei pesi leggeri.
Campione mondiale militare dilettanti a Monaco 65, passò professionista nel 1966 sotto la guida di Umberto Branchini.
Dopo una striscia vincente di 18 incontri, Puddu perse il suo primo incontro nel 1968, battuto per ferita a San Benedetto del Tronto da Carmelo Coscia.
La sua ascesa non si fermò e nel settembre del 1970 a Cagliari conquistò il titolo italiano della categoria battendo in sette riprese il ravennate Enrico Barlatti.
Nel gennaio del 1971 a Barcellona arrivò la grande occasione di conquistare il titolo europeo contro il beniamino locale Miguel Velasquez, futuro campione mondiale super leggeri, match che terminò con un verdetto di parità sfacciatamente casalingo.
Sei mesi dopo, sul ring dello stadio Amsicora di Cagliari, davanti a 25.000 spettatori e alla presenza di Gigi Riva, “Tonino” diventò campione europeo battendo Velasquez per Kot alla quarta ripresa.
Difese il titolo in quattro occasioni battendo Claude Thomas, JP Le Jouane, Enzo Petriglia e Dominique Azzaro.
I buoni rapporti di Branchini con la Promoter Ailene Eaton consentirono al campione sardo di combattere per il mondiale WBC il 27 ottobre d 1973, dove però venne battuto in dieci riprese dal messicano Rodolfo Gonzalez.
Nel 1974 tornò a combattere per il titolo europeo ma sulla sua strada trovò nel fuoriclasse scozzese Ken Buchanan un ostacolo insormontabile dal quale venne sconfitto a Cagliari per kot alla sesta ripresa.
Nel 1975 ennesima occasione europea, questa volta tra i super piuma, venendo però nettamente battuto ai punti ad Oslo da Sven Erik Paulsen.
Nel 1976 a Milano venne sconfitto ai punti da Vincenzo Burgio nel tentativo di riconquistare il titolo italiano.
Nel dicembre del 1979 nella sua Cagliari disputò il suo ultimo incontro da professionismo superando ai punti Palmiro Masala.
Nel 1990 intraprese la carriera di organizzatore, gestendo la carriera di Simone Maludrottu che portò alla conquista del titolo europeo. Max




