Oltre 20 medagliati olimpici, nonché altri atleti di fama internazionale, tra cui spiccano la tennista Martina Navratilova, vincitrice di 59 prove del Grande Slam (18 in singolare, 31 in doppio e 10 in doppio misto), e le nuotatrici Sharon Davies, argento a Monaco 72, e Nancy Hogshead, tre ori a Los Angeles 84, hanno firmato una lettera chiedendo la sospensione della condanna a morte di Mohammad Javad Vafaei Sani, campione e allenatore di pugilato iraniano.
Vafaei Sani, 30 anni, di Mashhad, nel nord-est dell'Iran, venne arrestato per aver preso parte alla manifestazione di protesta nazionale del 2019 contro l’aumento del costo dei carburanti è accusato di appartenere al gruppo di opposizione laico e democratico PMOI/MEK.
Ha trascorso i successivi cinque anni in prigione, dove è stato torturato e tenuto in isolamento.
Nonostante ciò Vafaei non ha mai rinnegato i suoi ideali e le sue convinzioni.
"Lo sport ha lo scopo di ispirare speranza, unità e coraggio", hanno scritto i firmatari della petizione. "L'esecuzione di un campione per le sue opinioni politiche è un attacco diretto a questi valori e un monito per ogni atleta che osa parlare apertamente.
Chiediamo alle Nazioni Unite, alle federazioni sportive internazionali e ai governi di agire immediatamente per salvare la vita di Mohammad Javad. Il mondo non può restare a guardare mentre l'Iran riduce al silenzio i suoi campioni.
Vafaei Sani venne arrestato nel marzo 2020.
Le accuse a suo carico includevano "diffusione della corruzione nel paese attraverso incendi dolosi e distruzione di proprietà pubblica".
Fu processato e condannato a morte in due occasioni dal Tribunale Rivoluzionario, ma ambedue le sentenze vennero ribaltate e annullate dalla Corte Suprema Iraniana a cause delle numerose irregolarità legali.
Ma il 4 ottobre la condanna a morte è stata sentenziata per la terza volta e purtroppo confermata dalla corte suprema, nonostante il processo sia stato ritenuto "gravemente ingiusto" da attivisti e organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.
L’appello per salvare Javad Vafaei Sani segue, purtroppo, casi di atleti già giustiziati dal regime iraniano: tra loro il capitano della nazionale di calcio Habib Khabiri, la capitana della squadra di pallavolo femminile Forouzan Abdi e il campione di lotta greco romana Navid Afkari.
La suddetta petizione è sostenuta anche dal World Boxing Council (WBC) che attraverso il suo Presidente Mauricio Sulaiman ha rilasciato il seguente comunicato: “La boxe è una disciplina che ispira coraggio, rispetto e la ricerca del miglioramento personale, non un motivo per la punizione politica. L'esecuzione di un pugile, di un campione, per esprimere le sue idee è un attacco diretto ai valori fondamentali dello sport e della dignità umana. Dal WBC, invitiamo le autorità iraniane a riconsiderare e annullare la condanna a morte contro Mohammad Javad Vafaei Sani.” Max



