Intrighi, match truccati, occasioni perse
Il primo libro di Charles Farrell, intitolato (Low Life) :a Memoir of Jazz, Fight-Fixing and the Mob, mi era piaciuto moltissimo. Farrell è un pianista jazz di alto livello, con collaborazioni con i migliori jazzisti americani ma, ciò che più ci interessa, è stato manager di pugili che non nega, anzi afferma, di aver lavorato per la Mafia e avere truccato molti match soprattutto per interessi altrui e dei propri pugili.
Il secondo libro di Farrell, intitolato "The Legend of Mitch "Blood" Green and Other Boxing Essays ", mi è piaciuto un po' meno perché ricicla alcune parti del primo libro e questo mi sembra poco corretto. Ciononostante vi sono cose molto interessanti. Certamente lo è, con episodi anche divertenti, la vita di Mitch Green, il peso massimo famoso per aver fatto a cazzotti con Mike Tyson fuori da un locale, uno che avrebbe potuto fare molto di più con una testa diversa.
Certamente interessante anche la parte che riguarda Bert Cooper, il peso massimo che rimipiazzò l'infortunato Francesco Damiani contro Evander Holyfield e sfiorò la clamorosa impresa. Farrell racconta come Bert Cooper si mise a vendere incontri dimenticandosi a volte di dover perdere inguaiandosi con i boss. Lo stesso Farrell dovete rifugiarsi a Portorico per un presunto sgarbo pugilistico.
Anche questo è un libro per chi conosce bene lo slang americano, altrimenti munitev di un bel vocabolario e lavorate di immaginazione. Interessante la visione non idolatra che Farrell ha di Muhammad Alì pur riconoscendone la grandezza ma ritornando sui match truccati con Liston su cui ha informazioni di prima mano. E qualche chicca tipo il titolo di sigla che Oliver McCall cedette volontariamente a Frank Bruno. Ma non ditelo agli inglesi, mi raccomando....



