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Settanta anni fa Cavicchi diventava campione d’Europa dei massimi

Trascinando più di 60 mila spettatori allo stadio di Bologna. E stasera a Pieve di Cento spettacolo teatrale per celebrare il “Mito”

 

di Maurizio Roveri

Prendeva di domenica, quel 26 giugno del ’55. E faceva molto caldo. Settant’anni fa, come oggi. Temperature alte. Da giorni torridi. Meteo a parte, in quel 26 giugno bolognese del 1955 si percepiva fin dalla mattina presto che sarebbe stato per la città un giorno diverso dal solito. Un giorno “speciale”, destinato ad entrare nella storia. Lo si intuiva dalla progressiva frenesia che prendeva corpo. Sensazioni, sentimenti come impazienza, eccitazione, smania che gradatamente andavano ad impossessarsi della gente. Uno stato emotivo e psicologico che correva fra le case e le piazze di Bologna, infilandosi fra vicoli e bar.

Perchè tutta quell’agitazione? Tutto quel coinvolgimento?

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Perchè era il giorno tanto atteso dell’Europeo dei pesi massimi. Con protagonista Franco Cavicchi. “Checco” come lo avevano soprannominato i bolognesi di città, o “Cesco” come lo chiamavano familiarmente e amabilmente i suoi concittadini di Pieve di Cento dove era nato (e dove ha sempre vissuto, da pugile-contadino, nella bella silenziosa romantica campagna, lontano dai clamori, fino alla morte avvenuta all’età di 90 anni il 22 agosto 2018).

La gente cominciava a prendere posto nelle gradinate dello stadio Comunale di via Andrea Costa già dalle 12. Proteggendosi con improvvisati copricapo di cartone dai raggi del sole cocente di mezzogiorno. L’evento pugilistico, con altri sei combattimenti Professionistici a far da contorno all’Europeo, era fissato per le ore 18.

Cavicchi, per la sua solidissima struttura fisica, per la potenza dei colpi, per le esplosive vittorie prima del limite, è stato decisamente il personaggio più popolare della boxe bolognese. Particolarmente in quei ruggenti anni, quando il pugilato rivaleggiava per importanza con il ciclismo e il calcio.

Renato Torri, abilissimo organizzatore di quell’evento, aveva preparato tutto in maniera rigorosa e professionale.

I prezzi, per ogni ordine di posti, erano questi:

Poltronissime: 16.000 lire

I Settore: 12.000 lire

II Settore:  6.000 lire

III Settore: 4.000 lire

Tribune coperte: 1500 lire

Gradinata centrale: 1.200 lire

Curve popolari: 600 lire.

L’evento pugilistico richiamò allo stadio comunale 60 mila spettatori! Fors’anche di più. Un colpo d’occhio straordinariamente suggestivo.

Clamoroso, considerando che la città delle Due Torri nel 1955 aveva circa 415 mila abitanti.

Nei match che anticipavano l’entrata in scena dell’Europeo dei pesi massimi, il grande Tiberio Mitri in un match di collaudo mise KO Fritz Wenzel alla sesta ripresa; il milanese Paini nei pesi leggeri prevalse sul bolognese Sarti ai punti; il welter grossetano Marconi ebbe la meglio sul berlinese Murrow ai punti; il peso massimo Crosia in un derby emiliano superò il ferrarese Bacilieri ai punti, nei piuma successo di Caprari ai punti in una sfida sui 10 round contro Johnny Blake.

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E arrivò il momento del sentitissimo clou. 

Un Cavicchi potente e attivo, concentrato e concreto, determinato e lucido, gestisce con attenzione un combattimento duro. Il colosso di Pieve di Cento costringe il tedesco ad un knock down nella prima ripresa. Nei round centrali di un match sulla distanza delle 15 riprese Cavicchi esprime il suo pugilato migliore. Al dodicesimo round è l’italiano che vacilla su un duro montante alla mascella, ma resiste e la immediata reazione - con colpi al corpo - è decisamente efficace. Cavicchi lavora con colpi consistenti al bersaglio grosso e continua ad assicurarsi punti preziosi. E poi ha ancora energia per chiudere in maniera brillante il combattimento. Il verdetto è unanime. Chiaro successo ai punti per “Cesco”.

Ed esplode la festa. In una notte magica.

Franco Cavicchi, cresciuto alla “scuola” pugilistica della Sempre Avanti Bologna, gestito nel lavoro in palestra e all’angolo dal maestro Leone Blasi, e guidato dal manager Alfredo Venturi, è il colosso che ha il merito d’avere riportato in Italia l’Europeo dei pesi massimi. A distanza di ventidue anni dal trionfo di Primo Carnera contro Paulino Uzcudun a Roma in Piazza di Siena (in palio il titolo mondiale, e anche titolo europeo). E trent’anni dopo la prodezza “europea” di Erminio Spalla che al Velodromo Sempione aveva prevalso in 20 round su Piet Van der Veer.

PIEVE DI CENTO - Questa sera, per ricordare con orgoglio  il mito Cavicchi, e quella sua impresa del 26 giugno 1955, la sua cittadina Pieve di Cento organizza nella bella Piazza A.Costa (ore 21,30) uno spettacolo teatrale. Una lettura spettacolo dal titolo “Erano in 70.000”. Con il giornalista Franco Cervellati (voce narrante) e Alessandra Mostacci (pianoforte). Nel corso della serata saranno in vendita i bellissimo libro che è stato dedicato al Campione di Pieve e la figurina celebrativa. Sarà straordinariamente allestita la mostra Francesco Cavicchi.

L’iniziativa probabilmente verrà riproposta -in data da destinarsi - anche a Bologna, nella palestra della Sempre Avanti.

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