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Pamela Malvina Noutcho, la storia è ad un passo


Se la sera del 25 ottobre sconfiggerà Nina Pavlovic, diventerà la prima Donna della boxe bolognese a vincere il titolo europeo

 

 

di Maurizio Roveri

Quarantun anni sono già passati dall’ultimo titolo Europeo conquistato dal pugilato bolognese. Era il 1983 e Lucio Cusma, sul ring di Capo d’Orlando, da sfidante costringeva il campione in carica dei pesi leggeri Joe Gibilisco all’abbandono. Nell’undicesimo round d’una battaglia furente, caratterizzata da intensi corpo a corpo senza un attimo di respiro. L’italo-australiano del Team Totip, soffocato alla distanza dall’azione incessante ed efficace di Cusma, al gong non si alzò dallo sgabello. Non aveva più energie. Perse il titolo e chiuse lì, in quella notte siciliana, la carriera. Lucio Cusma, bolognese cresciuto nella scuola pugilistica della Tranvieri con Italo Bellini allenatore (anche se nei giorni di quell’impresa Lucio era già passato al team modenese di Rebecchi e Cadonici) riportava una cintura europea a Bologna. Succedeva dopo… una vita dai ititoli europei dei pesi massimi vinti allo stadio comunale dal colosso di Pieve di Cento (“scuola” Sempre Avanti) Franco Cavicchi nel 1955 e ’56.

E adesso c’è lei. Pamela Malvina Noutcho Sawa. Una Donna. A riaccendere vecchie passioni e far nascere nuovi sogni in una città che in un passato lontano è stata una capitale di questa dura, emozionante, romantica disciplina sportiva. 

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Pamela, ci pensi: fra due settimane, la sera del 25 ottobre, sarai fra le sedici corde del mitico  Palasport di Piazza Azzarita per combattere un match che vale una carriera. Ti rendi conto che puoi diventare la prima Donna della boxe bolognese a vincere il titolo europeo e, pertanto, entrare nella storia?

“E adesso mi metti in imbarazzo… Sinceramente, questa eventualità di entrare nella storia del pugilato di Bologna non l’avevo proprio immaginata. Non mi sono spinta fin lì con il pensiero. Per il momento, piedi per terra. Sono concentrata totalmente sul combattimento, su quel che debbo fare, su tutto ciò che abbiamo preparato con tanto rigoroso lavoro. Chiaro che, nel corso di ogni giornata, mi succede costantemente di pensare a questa sfida. Anche quando non sono in palestra. Cerco allora di distrarmi, ma non è semplice. I pensieri arrivano, regolarmente. S’infilano nella mia mente, e a quel punto mi immagino sul ring: okay, penso, quando Nina Pavlovic la mia avversaria tirerà quel colpo io dovrò schivarlo così. E quando la attaccherò, non dovrò rimanere lì ferma davanti a lei. E sarà fondamentale il movimento sul tronco. Il lavoro al corpo. E così via…”.

E ci pensi a quella ragazza che frequentava l’Università a Bologna e che, studiando per diventare infermiera, faceva il tirocinio al Centro di accoglienza Beltrame. Lì c’era una piccola palestra. E in quella palestra la ragazza scoprì il pugilato e se ne innamorò, ma non aveva i soldi per acquistare due guantoni

“Vero. Ero una studentessa, vivevo in uno studentato, ciò che avevo mi serviva per vivere e comprarmi qualcosa per mangiare. Non potevo permettermi di acquistare due guantoni per il pugilato. I primi che ho avuto me li regalarono in occasione della mia festa di laurea. Erano quelli della Leone, gialli fosforescenti. Li ho conservati. Il secondo paio di guantoni me li regalò mio fratello per Natale dello stesso anno. Era il 2015. Avevo 23 anni. Ho fatto un corso, in quella palestra, per apprendere le nozioni base della boxe, assimilare i primi movimenti”.

La primissima volta sul ring? 

“Nel dicembre 2017. Incontrai la romana Emanuela Pizzingrilli. Cominciai con un match pari. La seconda volta, ancora contro la Pizzingrilli, una sconfitta. A Roma, nel febbraio 2018. La prima vittoria? A Firenze, affrontando Elisa Tripoli, il 15 aprile 2018. Poi un altro combattimento vinto, contro la più esperta Isabella Erica Coffey, all’aperto nella suggestiva atmosfera di Vicolo Bolognetti. Dopo alcuni mesi di inattività, ripresi. E iniziò ad allenarmi Alessandro Danè. Con il quale ho fatto tutto il percorso di crescita. Che continua tuttora. Arrivò il titolo italiano ai campionati Assoluti Dilettanti nel gennaio 2021 ad Avellino, lì mi resi conto che nel pugilato potevo fare qualcosa. Il passaggio al Professionismo nel 2022. I due match organizzati dalla Bolognina Boxe in Corte Tre, un bellissimo ricordo, la piazza gremita in entrambe le occasioni, gli striscioni, il tifo, la gente affacciata alle terrazze e ai balconi delle Case popolari. Immagini emozionanti”.

E poi, un passo importante per la carriera. Il contratto con la Promo Boxe Italia. Entrare nel Team di un manager espertissimo e di riconosciute capacità come Mario Loreni

“Quella scelta era necessaria farla. E’ stato il momento decisivo per la mia carriera da Professionista”.

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E si sono così aperte opportunità interessanti. Seguendo una strada logica. Dapprima il titolo Tricolore, vinto nel settembre 2023 contro Nadia Flahli. L’Europeo Silver del 5 aprile scorso è stato lo step successivo. Quando le luci del “Madison” di Piazza Azzarita si sono riaccese per il pugilato, e per il coraggio d’una guerriera. Una vittoria fondamentale. Netta, limpida. Nella sfida alla inglese Jordan Barker Porter. Ora, l’Europeo vero e proprio. Una preparazione intensa, metodica, rigorosa. Quattro mesi…

“Sì, è stata una preparazione lunga. Quattro mesi sono tanti tanti. Ma ci volevano. Perchè voglio, anzi vogliamo, far vedere che sono cresciuta e che è possibile fare anche un pugilato diverso. Ampliando la gamma delle soluzioni. Correggendo, o ripulendo, certi difetti. Per ottenere tutto questo, ci vuole pazienza. Ci vuole costanza. Ci vuole tempo. Ecco perchè ci siamo presi quattro mesi di lavoro. All’insegna del “facciamo le cose con calma ma facciamole bene”. E adesso mi sento più serena. Ho maggiori certezze, soprattutto sul piano del prendere meglio le misure e di essere più precisa. La mia determinazione? E’ la stessa determinazione di quelli che lavorano con me alla Bolognina Boxe”.

 

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Co-sfidante di Pamela (il titolo è vacante) sarà Nina Pavlovic. La ventisettenne serba si è già battuta due volte per un Mondiale. Il 17 dicembre 2020 sul ring dell’Allianz Cloud di Milano, perse per kot all’ottavo round dopo una ammirevole resistenza contro Maia Hamadouche. Era il Mondiale IBF dei Superpiuma. Poi, il 6 aprile scorso, la ragazza nativa di Smederevo ha conquistato a Vienna la cintura WBF dei pesi leggeri sconfiggendo la veterana Nicole Wesner, la quale si presentava con un record di 18 vittorie e 1 sola sconfitta. 

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