Pancho Villa Il filippino Francisco Villaruel Guilledo non aveva ancora 24 anni quando morì, il 14 Luglio del ‘25, a causa di un’angina di Ludwig, un’infezione dello spazio sottomandibolare oggi facilmente curabile con un normale antibiotico ma che prima della scoperta della penicillina era malattia con altissimo tasso di mortalità.
Era il campione del mondo dei pesi mosca, e combatteva sul ring con il nome di battaglia di Pancho Villa.
E’ stato il primo pugile asiatico a fregiarsi del titolo del mondo, è ricordato come uno dei più grandi pesi mosca di tutti i tempi ed il suo nome è accostato a quello di grandissimi suoi connazionali quali Flash Elorde e Manny Paquiao. Alto solo 155 cm, 90 vittorie, 4 pareggi, 8 sconfitte e 2 ND in 104 match disputati, è stato inserito nel 1994 nella International Boxing Hall of Fame di Canastota insieme ai più grandi pugili di tutti i tempi. Pancho Villa nasce a Iloiolo il primo Agosto 1901, figlio di un mandriano che abbandona la famiglia quando Francisco ha appena sei mesi, e cresce aiutando la madre nel custodire le capre nella fattoria di un ricco allevatore del posto. A undici anni lascia Iloiolo per Manila, dove alterna il lavoro di lustrascarpe con allenamenti sul ring, venendo presto notato, tanto da disputare il primo match professionistico a soli diciassette anni nel Gennaio del 1919 (la data esatta è incerta). A Maggio del 1922 il suo record sui ring di Manila è di 49 vittorie, 14 prima del limite, 3 pareggi e una sola sconfitta per squalifica al decimo contro l’americano di Seattle Eddie Moore in un match che naturalmente stava dominando.

Lascia le Filippine e sbarca a New York per incrociare i guanti sui ring che contano, invitato dal famoso organizzatore Tex Rickard. I primi due match regalano delusioni a Pancho Villa, battuto di strettissima misura, e per decisione della stampa (i famosi verdetti “News”, match senza giudici a bordo ring dove il verdetto immediato si ha solo in caso di KO) contro due futuri campioni del mondo, Abe Goldstein, che sarà re dei gallo e contro il quale prenderà una grande rivincita nel Novembre dello stesso anno, e Frankie Genaro, HoF italoamericano campione olimpico dei mosca ad Anversa 1920, sua autentica bestia nera; lo batterà tre volte su tre scontri diretti. Ma 17 vittorie sui ring di New York, Madison Square Garden incluso, Philadelphia, Boston, Chicago, Detroit, lanciano Pancho Villa verso la sfida mondiale. New York, 18 Giugno 1923 e il ring è allestito al Polo Grounds, lo stadio del baseball. Jimmy Wilde, “The Mighty Atom”, è il primo campione del mondo dei pesi mosca della storia… e l’unico, finora. E’ campione del mondo dal 1916, ma l’ultima vittoriosa difesa del titolo è di tre anni prima. Il 13 Gennaio 1921 ha disputato il suo ultimo incontro subendo una durissima punizione contro il futuro campione del mondo dei gallo e futuro HoF Pete “Kid” Herman, al secolo Pietro Gulotta, uno dei più grandi pesi gallo di tutti i tempi. Sono due anni e mezzo che non sale sul ring, ma la sua fama e il suo record (+137 -3 =1, 98 KO) incutono il massimo rispetto. Pancho Villa (+66 -6 =3, 17 KO) tenta da subito di accorciare la distanza, ma il jab sinistro di Wilde lo tiene a bada fin quasi al termine del secondo round. E’ sul suono della campana che un violento gancio destro di Pancho Villa manda al tappeto il campione. Wilde, stordito, viene accompagnato al suo angolo, ma è evidente a tutti che ha accusato il colpo. Dal terzo Pancho Villa comincia a dominare. E al settimo una violenta serie a due mani chiude l’incontro.

Pancho Villa è il primo pugile filippino a fregiarsi del titolo del mondo e in patria è accolto come eroe nazionale. Nei successivi due anni Pancho Villa domina la categoria dei pesi mosca, difendendo vittoriosamente il titolo del mondo dagli assalti di Benny Schwartz, George Marks, Frankie “Young”Ash e Clever Sencio, e quella dei pesi gallo concedendo sempre un cospicuo vantaggio ai suoi avversari sulla bilancia. Ma il triste destino è in agguato. Dopo l’ultima difesa del titolo, quella con il connazionale Sencio, Pancho Villa sta preparando l’importante sfida con il lanciatissimo Jimmy McLarnin (che salirà sul ring ben oltre il limite di peso della categoria dei gallo), programmata per il 4 Luglio 1925 a Emeryville, in California. Durante la preparazione del match Pancho Villa accusa mal di denti. La mattina del 4 Luglio, giorno dell’incontro, gli viene estratto un molare. Sale sul ring con il volto tumefatto, debole per l’intervento subito e quasi tre chili più leggero del suo avversario. Resiste in piedi tutti e dieci i round previsti, cedendo al futuro campione del mondo dei welter e futuro HoF solo ai punti.

Due giorni dopo la mandibola di Pancho Villa è gonfia tanto da deformargli il volto. Gli vengono estratti altri tre denti, ma l’angina di Ludwig è ormai in stato avanzato. L’infezione si diffonde alla gola, la laringe è edematosa, Pancho Villa fatica a respirare e a deglutire. Il 13 Luglio, a San Francisco, la situazione precipita. Entra in camera operatoria in condizioni disperate e muore il giorno seguente, diciassette giorni prima del compimento del ventiquattresimo anno. E’ sepolto nel cimitero di Manila Nord.
Suo fratello minore, Eulogio Villaruel Tingson, è stato anch’egli un forte peso mosca tra il 1927 e il 1942, noto con il nome di Little Pancho (+105 -18 =27).
Paolo Lantini



