La pattinatrice su ghiaccio Victoria Stirnemann (figlia d'arte - la madre è la leggendaria Gunda Niemann-Stirnemann, tre volte campionessa olimpica e per 19 volte iridata), classe 2002, già membro stabile della nazionale tedesca e prospetto in vista dei giochi di Milano-Cortina (un quarto posto europeo e un analogo risultato alle olimpiadi giovanili come migliori risultati finora), da un anno a questa parte si sta costruendo una doppia carriera sportiva, cimentandosi parallelamente nel pugilato.
Tale singolare esperienza nasce, a quanto pare, dai vari problemi fisici patiti negli scorsi anni, che l'avevano spinta sul punto di lasciare lo sport agonistico. Rischio evitato proprio grazie alla boxe, alla quale è stata avviata dal fidanzato (e futuro marito) Salah Jahel, pugile professionista. Stando a quel che ha dichiarato Stirnemann, la boxe le ha permesso di sviluppare forza mentale e fisica in maniera utile anche per le gare di pattinaggio e viceversa, in quanto la potenza di gamba è fondamentale sul ring per essere stabili e colpire con forza.
A marzo Stirnemann ha affrontato il primo incontro, vincendolo per KO tecnico al secondo round mentre ieri sera però è stata sconfitta ai punti in un match molto equilibrato contro Sarah Graden sul ring della Jo Deckarm Halle di Saarbruecken nelle regione di Saarland, in Germania.
. Per il momento le avversarie sembrerebbero abbordabili, anche perché lei ci tiene a ribadire di considerarsi anzitutto una pattinatrice e di voler avere successo in tale sport.
Stirnemann non è peraltro la sola atleta ultimamente ad aver intrapreso un simile percorso: cito ad esempio Tayla Harris, giocatrice di football australiano di grande successo che a sua volta si è cimentata nella boxe, a quanto pare anche con grandi ambizioni, probabilmente però smorzate a seguito della prima, dura sconfitta patita circa un anno fa. Manlio Scorsetti.



