
L’incontro che andiamo a proporvi oggi, e nel quale per poco non ci scappa il morto, riguarda un match andato in scena quasi trent’anni fa e più precisamente il 19 Marzo 1994 nel sobborgo londinese di Milwall, all’epoca tristemente noto piu che per la boxe per le gesta dei famigerati hooligans della locale squadra di calcio. Ed è proprio all’interno dello stadio che il lo statunitense Michael Bentt ed lanciatissimo picchiatore inglese Herbie Hide si sfidarono in un incontro valevole per il titolo mondiale dei pesi massimi versione WBO, in possesso di Bentt che lo aveva conquistato meno di cinque mesi prima a Tulsa (USA) mettendo KO al primo round il favoritissimo campione statunitense Tommy Morrison, stordito da un improvviso diretto al mento di rimessa e da lì costretto poi ad assaggiare il tappeto per ben tre volte in 1 minuto e 33 secondi prima che l’arbitro decidesse di chiudere la contesa.

Tra l’altro l’imprevisto epilogo fece saltare i programmi dell’americano che aveva già firmato per un multimilionario supermatch contro il campione WBC Lennox Lewis, in vista del quale era stata appunto scelta una comoda difesa contro l’inesperto Hide, da leggersi piu come test match di preparazione al fine di mettere a punto ed oliare tutti i meccanismi. Una curiosità, il match tra Bentt ed Hide in realtà andò in onda già il giorno prima durante le operazioni di peso con una rissa che fece il giro del mondo amplificandone la risonanza per la felicità degli organizzatori.
Michael Bentt, 29 anni, (11-1-0 6 Ko’s), USA. Di origine giamaicana e nato a East Dulwich, un quartiere della Grande Londra, si trasferì quasi subito nel Queen’s (NY). Da dilettante spiccano le medaglie di bronzo ottenute ai Mondiali del 1986 ed ai Giochi Panamericani dell’anno seguente oltre quattro Golden Gloves e cinque titoli nazionali. Una controversa sconfitta contro la futura medaglia d’oro Ray Mercer nei Trials glì precluse la possibilità di rappresentare gli Stati Uniti ai Giochi Olimpici di Seul 1988. Opportunità che per altro gli venne offerta dalla Giamaica e che rifiutò perché avrebbe comportato per contro dover rinunciare alla cittadinanza statunitense. Prima dei Trials rimase imbattuto per circa quattro anni e finì per togliersi il caschetto dopo 156 match, 148 dei quali vinti. Ad oggi detiene due record: tra i dilettanti quello di pugile più decorato a non aver preso parte ad un’Olimpiade e tra i professionisti quello di Campione del Mondo con la carriera più breve. Passato tra i pro nel 1989 sotto l’egidia del grande Emanuel Steward esordì con una sonora sconfitta per KO al primo Round contro il connazionale Jerry Jones a causa di un errore clamoroso. Ne lui ne Steward sapevano che Jones fosse mancino !. Fatto tesoro della lezione Bentt si prese comunque una pausa di 20 mesi durante i quali cambiò manager affidandosi a Stan Hoffman ed alle cure dell’allenatore Eddie Mustafa Muhammad, già campione mondiale dei Massimi Leggeri. Divenuto Sparring principale di Evander Holyfield ad inizio anni 90’ nei tre anni seguenti inanellò una serie di undici vittorie consecutive contro avversari di scarso valore che gli consentirono in ogni caso di scalare qualche posizione in classifica, per assestarsi infine ad una quota ritenuta dallo staff di Morrison poco rischiosa per una comoda difesa voontaria.

Herbie Hide, 22 anni (25-0-0 24 Ko’s), Inghilerra. Percorso decisamente diverso quello fatto da Hide, nato ad Amauzari in Nigeria e trasferitosi dopo pochi anni a Norwich, in Inghilterra. Solo dieci i combattimenti disputati tra i dilettanti corredati da sette vittorie per una carriera iniziata il 27 Gennaio 1989 e conclusa nove mesi più tardi con una sconfitta contro il futuro campione del mondo Henry Akinwande, anche egli di origine nigeriana, nella finale dei campionati Nazionali. Sbarcato quindi tra i professionisti il 24 Ottobre 1989 con una vittoria (KOT2) contro Lee Williams nei tre anni e mezzo successivi inanellò ben 22 soluzioni prima del limite in altrettanti incontri disputati, 19 dei quali nei confini del regno, prima di trovare un pugile capace di resistere alla potenza dei suoi pugni ed al suo Killer Instinct. Vi riuscì l’esperto statunitense Everett Martin, un carneade ormai sul viale del tramonto ma dalla mascella a prova di bomba, tanto che negli ultimi 11 incontri aveva sfidato ben 10 campioni del mondo rimanendo in piedi al cospetto di picchiatori del calibro di Larry Holmes, George Foreman e Michael Moorer. Solo il connazionale Riddick Bowe ed il nostro Francesco Damiani erano riusciti nell’impresa di spedirlo al tappeto. Altre due vittorie per knockouts contro gli americani Mike Dixon (KOT9) e soprattutto l’ex campione del mondo IBF dei cruiser Jeff Lampkin (KO2) schiusero quindi ad Herbie Hide le porte per una sfida iridata contro il sorprendente ed inaspettato Michael Bentt.
ROBY MADDONINI
Rivediamo le immagini



