logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

A Ferrara un tifo da stadio per un supermassimo debuttante, cose d’altri tempi…

E’ successo nel Memorial Duran: un centinaio di cittadini di Loiano, organizzando anche un pullman, hanno “invaso” il PalaPalestre di Ferrara per l’esordio da dilettante del loro concittadino  Emanuele Venturelli. Passione, cori, orgoglio, festa, quasi un delirio per il successo di questo interessante colosso che ha cominciato da appena sette mesi e che tutti i giorni parte dall’appennino tosco-emiliano per andare ad allenarsi a Ferrara da Massimiliano Duran
di Maurizio Roveri
Ferrara ha risposto decorosamente. Quasi 800 spettatori, sabato al Palapalestre (580 paganti). Però… l’enorme sforzo organizzativo di Massimiliano “Momo” Duran avrebbe meritato una partecipazione ancora maggiore. I 16 match andati in scena, in quest’edizione del “Memorial Carlo Duran”, hanno proposto intense emozioni. E tante sfide appassionanti, alcune veramente sul filo del rasoio. Talmente equilibrate che i giudici si sono trovati costretti a decretare addirittura sei “pari”. In contrasto con la filosofia attuale, che tende a cercare sempre (o il più possibile) un vincitore. Ma stavolta era proprio difficile, molto difficile, non attribuire diversi verdetti di parità…
Sotto questo aspetto Momo Duran, in veste di organizzatore, può andare orgoglioso. Il grande equilibrio di quasi tutti i match ha appassionato la gente, l’ha coinvolta, l’ha fatta discutere. E garantito spettacolo. E’ così che il pugilato può recuperare credibilità. Dimostrazione che la scelta dei pugili, chiamati ad interpretare il “Memorial”, è stata felice. E gli accoppiamenti giusti.
iuculano vince Giorgetti a FerrL'arbitro Roda alza il braccio di Marco Iuculano dopo il match con Giorgetti
Marco Iuculano, alla sua sesta vittoria da pugile Neo-Pro (in otto match), ha convinto tutti con una brillante prestazione contro un avversario - il toscano Jovan Giorgetti - meno tecnico ma dotato di notevole fisicità e più pesante. Pericoloso con quei colpacci improvvisi e potenti. Un successo che rilancia in grande stile Iuculano. Il quale s’è meritato il Trofeo ASI, messo in palio al miglior pugile della manifestazione da parte di Romano Becchetti presidente del Comitato provinciale di Ferrara dell’Asi, Ente di promozione sportiva e sociale. 
Iuculano, già premiato nel 2015 come miglior pugile dell’evento che da sedici anni ricorda la figura del mitico e indimenticabile Carlo Duran, inserisce dunque il suo nome per la seconda volta in un albo d’oro importante. Dove appaiono “firme” come Cammarelle, Di Rocco, Valentino, Rossano, Pinto, il cubano Corrales, e anche Alessandro Caccia, Damian Bruzzese, e l’anno scorso Simone Carli.
L’EROE DI LOIANO - Ma il vero personaggio di questa sedicesima edizione del “Memorial” è stato un pugile che - all’età di 26 anni - ha messo piede per la primissima volta su un ring. Eh sì, all’applausometro, al tifometro, Emanuele Venturelli ha stracciato tutti. Per questo ragazzone di 95 chili, supermassimo alto 194 centimetri, solida struttura fisica e bella personalità, si è scatenato l’entusiasmo. E ho visto scene di tifo, di passione, di calore, di eccitazione, di profondo affetto, di festa, di felicità, di orgoglio, di sentimento, di identità cittadina. Cose che nel pugilato italiano si vedevano negli Anni Cinquanta e Sessanta. Quando la boxe in Italia godeva di grandissima popolarità. Ma al giorno d’oggi, nel depresso pugilato italiano, relegato ormai da tempo a “sport minore”, è clamorosa la storia che vi racconto. Pensare che un ragazzo esordiente da dilettante, già un po’ in tarda età, e che da appena sette mesi frequenta la palestra, possa coinvolgere una comunità e trascinare un centinaio di persone da Loiano (che è nell’appennino tosco-emiliano, non proprio dietro l’angolo…) a Ferrara, addirittura organizzando anche un pullman, è qualcosa che ha dell’inimmaginabile. Sabato è accaduto questo… miracolo. E il tifo da stadio dentro il PalaPalestre estense è stato straordinario. Come il delirio, alla fine, dei loianesi per Emanuele il loro eroe.
Ha vinto. Ha vinto bene, Emanuele Venturelli. Battendo, lui all’esordio, un avversario con già 9 match sostenuti e più pesante di 8 chili. 
Lo allena Massimiliano Duran. Nella palestra della Padana Vigor. Proprio lì, al PalaPalestre. Tutti i giorni, dal settembre scorso, Venturelli parte da Loiano e arriva a Ferrara. Duro allenamento e poi il ritorno a Loiano. Da premio oscar per la forza di volontà, la passione, la costanza, l’applicazione.
Felicissimo, Emanuele, appena sceso dal ring, andando a stringere le mani dei tanti suoi tifosi arrivati da Loiano. Tutti, sporgendosi dalla balaustra (quelli che erano in tribuna), volevano salutarlo, abbracciarlo, gridargli la loro ammirazione. Questo ragazzone di 95 chili e 194 centimetri   di altezza è diventato l’’orgoglio d’una cittadina. Oggi è come un “eroe” per Loiano. E qualche vecchio appassionato loianese di boxe rivive antichi ricordi di giorni eccitanti. Là, sull’appenino tosco-emiliano, lungo la statale 65 della Futa, a 714 metri di altitudine e a circa 35 chilometri da Bologna, c’è stato un tempo nel quale straordinari personaggi del pugilato professionistico italiano erano quasi di casa. E’ successo in quei ruggenti Anni Sessanta. D’estate andavano ad allenarsi a Loiano, cercando un po’ di fresco lontano dalla calura delle città, Campioni come Nino Benvenuti, come Carlo Duran, come Dante Canè, come Alfredo Parmeggiani. E c’era Libero Golinelli, l’istrione, a curarne la preparazione. Eh sì, Loiano i “grandi” li ha conosciuti davvero!  Ed ecco che  dopo mezzo secolo la gradevole località dell’appennino tra Bologna e Firenze rivive intense emozioni con lo sport della Noble Art. Emozioni che hanno l’immagine, lo slancio, l’energia, la determinazione di Emanuele Venturelli, il supermassimo che sta entusiasmando un’intera cittadina. E’ soltanto un debuttante, ha appena messo piede sul ring per la primissima volta, è impossibile immaginare in questo momento cosa potrà fare fra le sedici corde e dove arriverà. Intanto, però, a Loiano è già un idolo. Piace, per quella faccia da bravo ragazzo. Piace per quella sua costanza che ha dell’impressionante. Piace per la sua personalità, per la sua fierezza. E per quel superfisico, adattissimo a fare pugilato. Emanuele è un’immagine positiva. Fra le sedici corde del Palazzetto ferrarese Venturelli non era solo. In quei nove minuti del match contro il parmense è come se lassù con lui ci fossero tutti i suoi amici, i suoi ammiratori. Quel centinaio di persone arrivate per lui - unicamente per lui - da Loiano.
 “E’ stato bellissimo - racconta Emanuele - mi sembrava d’essere a casa, mi sentivo in famiglia. L’emozione del debutto? Eh, c’era. E forte. Nello spogliatoio, fino a quando non sono uscito per prendere la via del ring, mi tormentavo chiedendomi se fossi stato in grado di combattere o no. Poi, quando sono entrato nella sala, e ho cominciato a sentire l’entusiasmo, le grida, l’incoraggiamento dei miei concittadini, a quel punto ho preso una tale sicurezza che… il mio avversario avrebbe dovuto spararmi per sconfiggermi! Nella prima ripresa ho fatto un po’ fatica, proprio come quando faccio i guanti in allenamento. E’ una mia caratteristica, cresco alla distanza. Momo Duran, il mio allenatore, che guarda avanti e mi prepara per il pugile che dovrò essere in futuro, dice che va bene così. E poi, a me piace prendere qualche colpo all’inizio. Mi carica. Mi stimola. Mi aiuta ad entrare nella sfida, nella battaglia. E dopo, sono io che meno… Ho lavorato efficacemente con i ganci, e poi con la coda dell’occhio ho visto al mio angolo Duran che mi indicava di portare il montante. E con i montanti ho fatto la parte più bella del match, il mio avversario li ha sentiti”.
Momo Duran su Venturelli: “Ha 26 anni, un po’ avanti come età per iniziare adesso, però lui è uno che impara le cose ad una velocità doppia rispetto agli altri. Possiede una rapidità di apprendimento straordinaria. Io e mio fratello Sandro debuttammo dopo appena sei mesi di palestra. Venturelli dopo sette. E già capisci se un pugile può fare strada. Come credo che farà strada Jessica Galizia, una ragazza che ha qualità, un bellissimo sinistro e tutte le caratteristiche per essere apprezzata e per diventare personaggio”.
L’OPINIONE DI SIMONA GALASSI - A bordo ring, ad ammirare questa edizione del “Memorial Carlo Duran” apprezzando gli sforzi di tutti i pugili impegnati ed in particolare la fatica organizzativa di Massimiliano Duran, c’erano alcuni nomi importanti dell’ambiente pugilistico italiano. A cominciare da Simona Galassi, la mitica “Regina della Romagna”, che è stata più volte campionessa d’Europa e del mondo. E poi, Marcello Matano che, dopo la semifinale mondiale del 5 marzo 2016 negli Stati Uniti, persa contro Williams in Pennsylvania, incrocerà i guantoni il prossimo 18 maggio contro il temibile mancino francese Cedric “Titì” Vitu a Parigi. In palio il titolo europeo dei superwelter,  in un combattimento che vale anche come semifinale mondiale per la IBF. Inoltre, a bordo ring abbiamo visto Gianni Gelli il comacchiese campione italiano dei leggeri nel 1996. E l’arbitro internazionale Giuseppe Quartarone il consigliere federale Sergio Rosa e Pierluigi Poppi presidente del Comitato Regionale della Federboxe ed ex-arbitro e giudice internazionale (EBU e WBA), oltre ovviamente al collega Gualtiero Becchetti giornalista e Supervisor per la WBA.
Ed è a Simona Galassi, molto affezionata alla palestra dei Duran dove si è allenata intensamente sotto la guida di Alessandro Duran dal 2013 a fine 2015 in occasione di 4 match Europei e 3 Mondiali, che chiedo un parere sulla vibrante sfida che ha opposto Silvia Bortot ad Alessia D’Addario. Sfida fra professioniste, sulla distanza dei 6 round. E terminato con un verdetto di parità. “Incontro molto intenso. Alla fine è stato dato un pari. Io soffro sempre, un po’, i pari perchè ti sembra come un match non concluso… Indubbiamente ha vissuto su un grande equilibrio. Penso che se Silvia Bortot fosse partita prima ad accelerare il ritmo avrebbe potuto vincere, poichè era più composta, stilisticamente mi piaceva di più”. 
Per quanto riguarda gli altri match della parte serale della maxi-riunione allestita da Massimiliano Duran, arrivano dalla Galassi i complimenti a Marco “Manetta” Iuculano che ha vinto bene un combattimento tutt’altro che semplice contro l’impegnativo e insidioso Jovan Giorgetti. “Manetta mi coinvolge sempre dal punto di vista emotivo - racconta Simona - è pugile generoso e sa fare bene la boxe. Aveva di fronte un avversario pericoloso, forte fisicamente, velenoso con il gancio destro. Andava boxato con intelligenza e attenzione. E Iuculano ci è riuscito, facendo prevalere la sua migliore espressione tecnica. E sono contenta anche della vittoria, fra i dilettanti, di Daniele Zagatti. Lui è molto dotato, è bravo, gli era sempre mancato qualcosina, stavolta quel qualcosa che gli mancava l’ha fatta vedere e in maniera convincente. Mi riferisco all’incisività, alla maturità. In questa occasione è stato molto convincente. Daniele ha delle qualità e sono certa che le dimostrerà ampiamente anche da pugile Neo-Pro”.
Era infatti l’ultimo combattimento in maglietta per Daniele Zagatti. E lo ha fatto nel migliore dei modi. Dimostrando d’essere pronto per l’avventura professionistica. Intensità, ritmo, colpi doppiati, bella scelta di tempo, un repertorio tecnico da pugile molto interessante. Ha 23 anni, tecnica e solidità fisica. Sta crescendo bene. Complimenti a Nico Bonazza, che lo allena e che sta veramente facendo con Daniele un ottimo lavoro.
LEVIN, UN TITOLO IN PIAZZA DANTE A NAPOLI? - Ha destato notevole impressione Semen Levin, il massimo leggero della Napoli Boxe. Lituano, residente in Italia, uomo maturo, pugile smaliziato, produce una boxe essenziale e concreta. Ha mani pesanti, e Domenico Bentivogli se n’è accorto. Il pugile di Momo Duran ha accettato una sfida difficilissima e già per questo fa ammirato. Match difficile non soltanto per la potenza dell’imbattuto Levin, ma anche perchè Bentivogli in realtà è un mediomassimo e infatti regalava diversi chili al “cruiserweight” lituano. Il ragazzone ferrarese aveva iniziato il match in maniera decisamente confortante. Mobile, fluido, bel movimento di gambe, girando attorno a Levin, lanciando il lungo jab sinistro e tenendo la media distanza. Spostamenti eleganti, schivate, insomma quelle cose che Momo Duran gli vede fare in palestra. Ma quando nel secondo round il lituano allenato da Lino Silvestri ha cominciato ad attaccare in maniera più decisa e a muovere le mani, il suo lavoro al corpo lascia il segno e toglie progressivamente sicurezza a Bentivogli. Che non riesce più a imporre la media distanza e al terzo round, su un duro destro, il ferrarese accusa. Immediato, e corretto, il conteggio in piedi da parte dell’arbitro Mordini. Semen Levin continua nella sua azione. Non è pugile di limpida tecnica, però è concreto, sa dove mettere le mani e fa male. Bentivogli ormai è costretto soltanto a subire, tuttavia resiste, si aggrappa all’orgoglio e alla solidità fisica per concludere in piedi un match durissimo. Sconfitta netta, ma ha portato a termine l’incontro. Un match così un anno, un anno e mezzo fa, lo avrebbe perso prima del limite. Stavolta no. Un piccolo segnale positivo, se vogliamo. E’ la terza sconfitta da Neo-Pro per Bentivogli. 
Semen Levin prosegue la sua carriera italiana da pugile imbattuto. Tredici combattimenti (11 da dilettante e 2 da Neo-Pro), altrettante vittorie. 
Tesserato per la Napoli Boxe dal 2015, Semen Levin nell’ottobre 2016 ha vinto il Torneo Nazionale Senior a Montoro Superiore, nell’avellinese. In finale ha vinto prima del limite. “Purtroppo è stato poi escluso dai campionati italiani Assoluti perchè è cittadino lituano” racconta il suo Maestro, Lino Silvestri. Che ha idee chiare e prospettive ambiziose per il suo colosso. “Vogliamo portarlo ad un titolo professionistico. Poichè non può battersi per il tricolore, punteremo sul titolo Internazionale oppure sul titolo del Mediterraneo. Se sarà possibile, già quest’estate. A Napoli, all’aperto. In Piazza Dante”.
Lino è il figlio dell’indimenticabile Geppino Silvestri, il “maestro dei maestri”, mitico insegnante di pugilato e di vita, sempre all’insegna dei grandi valori che lo sport del pugilato sa trasmettere ai ragazzi. E Piazza Dante è un luogo simbolo di Napoli e della sana boxe, importante punto di riferimento. E’ lì, in un seminterrato dalle mura screpolate e pieno di umidità, a dieci metri sotto il livello della strada, che Geppino Silvestri creò una “fabbrica di talenti”, formando pugili, accendendo in loro entusiasmo e sogni. E lanciando, dalla palestra della Fulgor, Campioni come Patrizio Oliva, Elio Cotena, Ciro De Leva, Alfredo Raininger.
Concludendo il commento sul “Memorial Carlo Duran” due parole su Elisa Iuculano (che passerà professionista) e su Hind Cherifi: brave, hanno dato vita ad un match molto apprezzato. E complimenti a tutta la squadra della Boxe Cavarzere, presentata dal maestro Nicola Fontolan. Tutti ragazzi che si sono battuti con grande dignità. In particolare evidenza il superwelter Enrico Fonso, apprezzabile struttura fisica e tecnica, braccia lunghe e magre, vincitore prima del limite con un efficace montante destro.
I RISULTATI
DILETTANTI
Kg 54: Manuel Zancarli (Acc. Pug. Vita Verona) batte Fabio Zambon (Boxe Cavarzere) ai punti.
Kg 64: Matteo Stellin (Pugilistica Padana Vigor Ferrara) e Riccardo Furlan (Cavarzere) incontro pari.
Kg 7
69: Riccardo Stellin (Padana Ferrara) e Enrico Finotti (Cavarzere) incontro pari
Kg 69: Nicolò Voltolina (Padana Ferrara) batte Michael Boccato (Cavarzere) ai punti.
Kg 69: Federico Bazzan Jr (Cavarzere) batte Giacomo Romanelli (Padana Ferrara) ai punti.
Kg 69: Enrico Fonso (Cavarzere) batte Maurizio Gigliotti (Padana Ferrara) per kot
Kg 60 femminile: Ilaria Sinigaglia (Padana Ferrara) e Sara Finotto (Cavarzere) incontro pari
Kg +91: Emanuele Venturelli (Padana Ferrara) batte Dervischi Metuschi (Boxe Parma) ai punti.
Kg 64: Michele Pinton (New Boxe) e Gregorio Marinaro (Ferrara Boxe) incontro pri.
Kg 75 femminile: Jessica Galizia (Padana Ferrara) e Andrea Hilary Gomiero (Cavarzere) incontro pari
Kg 75: Matteo Zambon (Cavarzere) batte Michele Di Nauta (Padana Ferrara) ai punti
Kg 57 femminile: Elisa Iuculano (Padana Ferrara) batte Hind Cherifi (Ferrara Boxe) ai punti
Kg 69: Daniele Zagatti (Padana Ferrara) batte Francesco Agostini (Cavarzere Boxe) ai punti
NEO PRO
Pesi massimi leggeri: Semen Levin (Napoli Boxe) batte Domenico Bentivogli (Pugilistica Padana Ferrara) ai punti in 4 round
PROFESSIONISTI
Femminile, pesi superwelter: Silvia Bortot (Padova) e Alessia D’Addario (Pescara) incontro pari in 6 round
NEO PRO
pesi leggeri: Marco Iuculano (Padana Ferrara) batte Jovan Giorgetti (Firenze) ai punti in 4 round.
 

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 1451 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go