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Il Novecento . Il secolo più importante nella storia del pugilato( terza puntata )

LA BOXE SI AFFERMA OVUNQUE

 

 

Nello stesso periodo a Parigi sale sul ring per uno dei suoi ultimi incontri validi per il titolo mondiale il primo importante campione della storia dei pesi massimi Jack Johnson . Era fuggito dagli Stati Uniti inseguito da un odio razziale sottile ed inesorabile di cui si libererà solo nel 1915 quando il gigante bianco Jess Willard lo batterà all’Havana con un ko alla ventiseiesima ripresa. Il boxing statunitense inaugurerà con quella vittoria l’effimera supremazia mondiale dei massimi bianchi per oltre un ventennio.

 

In Europa intanto si affermava al vertice delle categorie più pesanti (mediomassimi e massimi) George Carpentier ( foto nel 1914). Alto, magro dalla boxe elegante Carpentier nella prima disputa valida per il titolo continentale dei massimi attirò 50.000 spettatori a Gand . Una folla che si esaltò per la vittoria prima del limite del connazionale sul temibile Bombardier Wells.”The Orchid man” come lo chiamarono negli Stati Uniti fu per decine e decine di anni il simbolo della boxe francese ed europea anche dopo essere sceso dal ring nel 1926 con una vittoria per Ko contro Rocco Stramaglia a Spokane.

 

In questo periodo pre-bellico non possiamo non ricordare un peso massimo che come tanti emigrò con la famiglia in America in cerca di lavoro.. Ci riferiamo al napoletano Antonio Rossiglione che sotto lo pseudonimo di Jack Ross dall’esordio al professionismo nel 1905 a tutto il 1917 disputò oltre 70 incontri con solo una dozzina di sconfitte. Tra gli avversari incontrati nomi entrati nella leggenda della boxe dal campione del mondo Jack Johnson affrontato in sei riprese senza verdetto a Sam Langford, Gunboat Smith,Marvin Hart, Joe Jeannette.

Il 1913 segna anche l’inizio del consolidarsi della supremazia di Eugenio Pilotta in campo nazionale. Atleta superbo, già campione di lancio della palla di ferro,campione lombardo di nuoto e campione milanese di lotta, si cimentò anche sulla corsa veloce , Pilotta si confrontò con elementi già di notevole livello come Edoardo Spalla e soprattutto con il tenente dell’esercito Carlo Negri, un rude e potente picchiatore che aveva un largo seguito a Milano. Con Negri si aprì una rivalità bruciante che sfociò in due match nel 1914 ed altri due svoltisi dopo il conflitto. Prima dell’evento bellico le fortune del pugilato lievitano in proporzione alle affermazioni di altri atleti che costituiscono il vero importante nucleo pionieristico del ring italico. Carlo Sala campione dei mosca e dei gallo,Azzo Gentili nei piuma, il milanese Abelardo Zambon nei medioleggeri, i medi Amilcare Beretta ed Alessandro Garassini tra i pesi medi, a cui vanno aggiunti elementi come Giunchi, Piacentini,Mariotti,Valli, che si perdono nella tragica realtà della guerra tra il 1915 ed il 1918. Nel febbraio del 1916 un gruppo di sportivi in un caffè di Milano iniziano a progettare il primo atto costitutivo della federazione Pugilistica Italiana traendo spunto dalle carte costituenti di altre federazioni .Nel Dicembre del 1918 Pilotta torna sul ring di Legnano con una vittoria contro Meugeon e dà il via ad una nuova era del pugilato.Nel Maggio del 1919 al Velodromo Sempione di Milano per il titolo italiano dei mediomassimi si scontrano nuovamente Pilotta e Carlo Negri. La cronaca narra che Negri riuscì a mandare al tappeto Pilotta per poi continuare a picchiarlo mentre si stava rialzando. Pilotta pesto e dolorante pensò bene di sottrarsi ai colpi fuggendo negli spogliatoi. Al furente Negri fu appioppata naturalmente squalifica e sconfitta.

 

Nel dicembre del 1919 ,sulla scorta di un progetto, appunto, nato tre anni prima, viene costituita ufficialmente a Milano la federazione Pugilistica Italiana che con una assembla elettiva promuove al ruolo di presidente l’avvocato Ugo Gherardi.Tutto il 1919 è vissuto senza problemi dall’eclettico Pilotta che affronterà per ben 4 volte Eustacchio Sala e quel Umberto Semprebene idolo dei ring romani che sperava di togliergli lo scettro finendo, invece, battuto per ko al decimo round. In questo periodo si instaura una bizzarra situazione ai vertici dei pesi massimi. Eugenio Pilotta è il campione detentore unitamente alla corona dei mediomassimi mentre un giovane emergente Giuseppe Spalla conquista a Genova nel Settembre del 1919 il campionato italiano dei pesi massimi( che secondo un originale progetto doveva concretizzarsi in un torneo nazionale ad eliminazione) battendo il consumato Amedeo Piccoli per ko al nono round.

 

Più anziano di un anno rispetto al fratello Erminio, Giuseppe, in cerca di nuovi stimoli fu subito attirato dai quadrati esteri e la sua carriera si sviluppò attraverso peregrinazioni pugilistiche in tutto il mondo. Tornò definitivamente in Italia nel 1925 ed a trent’anni risultò ancora competitivo a livello nazionale

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