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L'esempio di Re Roger

L'esempio di Re Roger

Quando è il momento di smettere

Roger Federer, come sanno ormai tutti, si è ritirato dall'attività sportiva professionistica nella giornata di ieri. Il formidabile tennista svizzero, 41 anni e una grandissima personalità capace di trascendere il mondo dello sport (quel tipo di personalità che manca al popolo della boxe di questi tempi) ha capito che il suo fisico non era più in grado di reggere lo stress psicofisico che il tennis del XXI secolo impone ai suoi protagonisti.  Per rispetto di se stesso e del pubblico Federer non parteciperà più a tornei che lo vedrebbero progressivamente scendere a livelli non dignitosi per uno straordinario fuoriclasse come è stato lui.

Qualche settimana fa all'Arena di Verona l'ex tenore e ora finto baritono Placido Domingo (i baritono veri hanno altro timbro di voce e non sono tenori a cui sono spariti gli acuti) ha ricevuto il rifiuto dell'orchestra a condividere gli applausi con lui che l'aveva appena malamente diretta. E' bene sapere che a volte le orchestre non si alzano in segno di grande apprezzamento e rispetto battendo gli archetti sui leggii o applaudendo. Non era questo il caso, l'orchestra è rimasta immobile in segno di disapprovazione per una prestazione a loro giudizio indecorosa da parte di chi non capisce che il passare degli anni lo ha reso un ex.

Domingo dovrebbe seguire l'esempio di Re Roger ma come lui dovrebbero seguirlo molti anziani pugili una volta grandi che ora si trascinano come carcasse umane sui ring di periferia.  Certamente, poi, nè il tennis nè la musica lirica sono pericolosi come lo è salire su un ring, soprattutto quando le qualità fisiche hanno abbandonato un pugile da tempo ma questi per orgoglio rifiuta di ammetterlo.  Certamente nè Federer nè Domingo hanno la necessità di continuare a guadagnare la montagna di danaro che hanno ottenuto con le loro prestazioni e questo purtroppo non è vero per moti pugili in serie difficoltà. Ma chi governa il mondo della boxe, a vari livelli, queste cose le sa benissimo ma non ha mai seriamente cercato una posizione condivisa e in qualche modo lungimirante per il semplice motivo che a troppa gente dei pugili non gliene frega assolutamente nulla. 

Assistiamo così allo spettacolo di pugili bloccati da Federazioni statali che coninuano a combattere con  licenze rilasciate da altri senza nessuno scrupolo. So che la mia posizione potrà sollevare nei social polemiche di cui non mi importa nulla da parte dei solito leoni da tastiera. Da parte mia io sono uno che al Colosseo non avrebbe certo tifato per i leoni, quelli veri...

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