logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Gli indimenticabili : L'Hall of Fame Sam Langford e i suoi grandi avversari

 

AAAAAAAAALANGFORD

 

Chi se ne intende un po’ di storia della boxe sa che Sam Langford fu uno dei più grandi di sempre tra i mediomassimi e i massimi. Afro canadese su suolo americano, non gli fu mai concesso di battersi per il titolo del mondo. Lo avrebbe vinto. Inserito nella Ring Boxing Hall of Fame nel 1955 e nella International Boxing Hall of Fame di Canastota nel 1990, tra il 1902 e il 1926 disputò 314 incontri ufficiali, più molti altri non ufficialmente riconosciuti ma certamente combattuti (fra questi se ne ricordano 23 tra il 1922 e il 1925) e almeno una decina di esibizioni. E’ considerato uno dei più terribili picchiatori della storia.

Alto solamente 171 centimetri era un formidabile colpitore con entrambi i pugni, ma anche abile in difesa grazie a una eccellente mobilità sulle gambe e sul tronco. Fu avversario di campioni del mondo quali Joe Gans (132-25-15), due volte re dei leggeri tra il 1902 e il 1908, che battè in 15 round a Boston nel 1903, l’immenso Jack Johnson, campione del mondo dei massimi dal 1908 al 1915, che lo batté ai punti in 15 round nel 1906 a Chelsea, Stanley Ketchel, mitico campione del mondo dei medi contro il quale disputò sei durissimi round nel 1910 a Philadelphia in un match terminato senza decisione da parte dell’arbitro ma che tredici testate giornalistiche del tempo assegnarono a maggioranza la vittoria a Langford (7 a 4, e 2 parità), “Philadelphia” Jack O’Brien (147-16-25), colui che detronizzò Bob Fitzsimmons del mondiale dei mediomassimi nel 1905 e che Langford sconfisse KOT al quinto nel 1911 a New York quando per la verità il formidabile “Philadelphia”, di cinque anni più vecchio, era ormai al termine di una durissima carriera.

Vorrei però soffermarmi su tre grandissimi avversari di Sam Langford, contro il quale combatterono decine di volte e sempre ad altissimo livello, tre grandissimi campioni di un altro tempo che non sono propriamente ricordati come i precedenti nomi ma che hanno reso onore alla boxe e allo sport tutto e che solo per il colore della propria pelle, proprio come Langford, non poterono avere l’opportunità mondiale come invece avrebbero ampiamente meritato.

AAAAAAAAJeabbette

JOE JEANNETTE

Nacque il 26 agosto 1879 a North Bergen, nel New Jersey. La sua carriera di pugile professionista ufficiale inizia nel 1904 e termina nel 1922. Nel corso di questi diciotto anni si contano 165 match (fonte Boxrec) con ben 121 vittorie, 23 sconfitte, 20 pareggi e 1 NC. Nel 1967 è stato inserito nella Ring Boxing Hall of Fame e nel 1998 nella International Boxing Hall of Fame di Canastota. I primi quattro incontri disputati li perse, il quarto in tre round contro Jack Johnson che affrontò sette volte più almeno altre tre non ufficializzate (fonte Cyber Boxing Zone) tra il 1905 e il 1908 con un bilancio di una vittoria, un pareggio e cinque sconfitte ai punti. Sempre nel 1905, il giorno di Natale, ha inizio la rivalità con Sam Langford, che durerà fino al 1917. Nell’arco di dodici anni i due guerrieri incrociarono i guanti 14 volte; 161 round in totale. Una vera, lunga, durissima guerra. Langford vinse sette volte (una per KO), Jeannette tre (una, la prima, per KO), e quattro furono i pareggi. Jeannette (nella foto a sx ) affrontò cinque volte in carriera Sam McVea, con due vittorie, una delle quali a Parigi in un terribile match terminato con un KO al quarantanovesimo round in quello che è il più lungo incontro del ventesimo secolo, una sconfitta e due pareggi, uno dei quali dopo trenta interminabili riprese (per un totale di 121 round in cinque match), e tre volte “The Black Panter” Harry Willis (due pareggi e un successo di Willis). McVea e Willis sono gli altri due grandi rivali di Langford. Jeannette fu parsimonioso nel gestire i pochi soldi provenienti dalle borse, si sposò, ebbe due figli, fu arbitro e aprì una palestra a Union City nel New Jersey nella quale formava e allenava giovani pugili, tra i quali il futuro campione del mondo dei pesi massimi Jim Braddock. Morì il 2 luglio 1958 all’età di 79 anni.

https://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Jeanette#/media/File:JeanetteMarkerByLuigiNovi.jpg

AAAAAAAAMC VEA

SAM MC VEA

Samuel McVea (o McVey secondo altre fonti) é stato introdotto nella Ring Boxing Hall of Fame nel 1986 e dal 1999 il suo nome è giustamente stampato sulla parete di legno della International Boxing Hall of Fame di Canastota. Texano classe 1884, peso massimo naturale, 179 centimetri di muscoli e una carriera lunga diciannove anni (1902-1921) e 112 incontri (78-18-13 e ben 60 KO, 3 NC) affrontò Sam Langford ben 15 volte tra il 1911 e il 1920... 228 round tra i due... che altro dire! Langford vinse sette volte contro le due di McVey (chiamiamolo così perché così è ricordato a Canastota), sei sono i pareggi. Contro Jack Johnson combatté tre volte, per sessanta round complessivi, perdendo sempre. Contro il più giovane Harry Willis incrociò i guanti sei volte, vincendo i primi due e perdendo i tre successivi. NC il loro ultimo match nel 1920. McVea morì di polmonite il 23 dicembre 1921 a soli 37 anni. Era poverissimo e non poté curarsi; ad agosto aveva disputato il suo ultimo match.

AAAAAAAAAALangford vs Willis

HARRY WILLIS

“The Black Panter” (nella fotoa sx contro Langford ) come lo chiamavano, nasce a New Orleans il 15 maggio 1989. Combatte il suo primo match nel 1911, scenderà dal ring nel 1932 dopo 111 match, 89 dei quali vinti (56 per KO); 10 le sconfitte, 7 i pareggi e 5 i NC. Insieme agli altri il suo nome è sulla parete della International Boxing Hall of Fame di Canastota. Beh amici, Harry Willis è la “bestia nera “ del grande Sam Langford; nei diciassette match disputati tra i due tra il 1914 e il 1922 (191 round in totale) Willis riportò la bellezza di tredici successi, e per due volte Langford subì l’onta del KO. Due soli i successi di Langford, entrambi prima del limite, e due i pareggi. Questo è stato Harry Willis per il grande Sam Langford, anche se va ricordato che Willis aveva sei anni di meno e salì sul ring un terzo delle volte del suo rivale. Willis arrivò molto vicino ad ottenere la chance mondiale nel ‘24 contro Jack Dempsey, il famosissimo “The Manassa Mauler”; Willis era considerato il numero uno tra gli sfidanti ed entrambi avevano firmato un accordo per la sfida con il titolo in palio e il match si sarebbe dovuto svolgere il 6 settembre di quell’anno a Jersey City. Ma il promotore Jack Richards fece marcia indietro all’ultimo momento temendo in una possibile vittoria di Willis e quindi un nuovo colored sul trono dei massimi dopo il lungo regno di Jack Johnson. Dempsey aveva combattuto l’ultima volta il 14 settembre del ‘23 con Firpo, titolo in palio, e ricombatterà di nuovo il 23 settembre del 1926 venendo battuto da Gene Tunney nel primo dei due famosissimi match.

“The Black Panter” Harry Willis batté otto volte Jeff Clark, sette volte per KO, batté Kid Norfolk nel ‘22 e Luis Angel Firpo l’11 settembre del ‘24 in sostituzione della mancata sfida a Demsey. Nel ‘26 incrociò i guanti con Jack Sharkey, ma fu squalificato al tredicesimo round per un colpo dietro la nuca. Nel ‘32 l’ultimo match, vinto al primo round. Iniziò a gestire con un certo successo un' attività immobiliare nella zona di Harlem a New York, e nel corso della propria vita affermò continuamente che il suo più grande rimpianto era stato il non aver potuto affrontare Jack Dempsey, che avrebbe certamente battuto. Morì il 21 dicembre 1958 a 69 anni in seguito a complicanze del diabete. Nel 2003 è stato inserito dalla rivista Ring Magazine nella lista dei 100 più grandi pugili di tutti i tempi.(Paolo Lantini )

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 893 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go