Il pugilato australiano è in lutto per la scomparsa, all’età di 77 anni, di Johnny Famechon (56-5-6), ex campione mondiale dei pesi piuma WBC.
Nato a Parigi nel 1945, nipote di Ray Famechon (ex campione europeo piuma ed avversario di Duilio Loi) Johnny a soli cinque anni si traferì con i genitori in Australia.
Un paio d’anni dopo sua madre e suo fratello minore fecero ritorno in Francia mentre lui e suo padre andarono a vivere a Melbourne, diventando in seguito cittadini australiani.

A soli sedici anni, e senza aver disputato alcun incontro tra i dilettanti, passò professionista.
Famechon è stato uno dei pugili australiani più popolari e amati di tutti i tempi.
Il suo stile di combattimento era quello di un pugile che faceva della tecnica il suo punto di forza.
Movimenti rapidi, pugilato intelligente e una solida difesa gli valsero l’appellativo da parte dei media di "pugile più elegante d'Australia".
La sua maestria esemplificava il motivo per cui la boxe veniva e viene definita “noble art”.
Raggiunse l’apice della carriera il 21 gennaio del 1969, quando sul ring della Royal Albert Hall di Londra sconfisse ai punti il cubano naturalizzato spagnolo Jose Legra, un artista del ring, conquistando la cintura WBC dei pesi piuma.
Difese il titolo in due occasioni, superando in entrambe, la leggenda del pugilato giapponese Masahiko “Fighting” Harada, già campione tra i mosca e i gallo.
Nulla potè però dinnanzi al messicano Vicente Saldivar che, il 9 maggio del 1970, sul ring del
Palazzo dello Sport di Roma gli tolse il titolo con un verdetto ai punti.
Dopo quella sconfitta, a soli 24 anni, Famechon annunciò il suo ritiro dall’attività.
La tempra di combattente gli tornerà utile nel 1991 quando subì un ictus e una lesione cerebrale dopo essere stato investito da un'auto a Sydney, rimanendo in coma per un lungo periodo.
Due anni dopo l'incidente iniziò uno speciale programma di riabilitazione, la idroterapia, che lo ha riportato in piena salute.
Nel suo record troviamo numerosi incontri contro pugili italiani.
Affrontò in quattro occasioni Domenico Chiloiro (2 vittorie e due pareggi) e in tre Giovanni Girgenti (2 vittorie ed un pareggio) nonché Giacomo Gulino, Andrea Silanos, Gilberto Biondi, Vincenzo Pitardi e Nevio Carbi.
Max



