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L’incredibile avventura del giovane Teddy.

 

 

 President Theodore Roosevelt, 1904.jpg

Theodor fu uomo che contribuì a decidere i destini del mondo crebbe a fianco della boxe. A 46 anni ancora saliva sul quadrato.Trasformò la sua presidenza in un evento spettacolare come il pugilato.

 Il giovane Teddy era il tranquillo rampollo di una famiglia aristocratica newyorchese e s’interessava di farfalle esotiche e di insetti tropicali che, classificava con meticolosa precisione. La sua salute (soffriva di asma…)   preoccupava suo padre che pensò di allestirgli una palestra dietro casa, dotandola di sbarre ed altri attrezzi ginnici tra cui un “punching-ball”. Teddy si allenava , ma il suo temperamento rimaneva pacifico, anche se una volta affrontò come una furia quattro giovani che avevano infastidito il suo giovane fratello del quale si sentiva in qualche modo protettore. Quando i suoi amici lo stuzzicavano, lui non si tirava certo indietro e battendosi con loro, constatava anche che i suoi colpi arrivavano a segno, mentre quelli dei suoi compagni difficilmente colpivano lui. L’unico modo che avevano per tenerlo lontano era quello di sfruttare la maggior lunghezza di braccia. Decise allora di prendere alcune lezioni di boxe e dopo un anno era diventato un vero… “bulletto”.

Continuò a fare la boxe e ad allenarsi tutti i giorni, anche quando cominciò a frequentare la prestigiosa Università di Harward, dove faceva i “guanti” con il mitico generale Lister che a quell’epoca era l’insegnante di boxe. Teddy che ad Harward era uno “junior”, pesava 135 libbre (kg. 61,500 circa) e partecipò ai campionati universitari interni. Ma non ebbe molta fortuna, perché da peso leggero, perse con un avversario che aveva sottovaluto e di cui aveva disposto facilmente l’anno prima in allenamento. Il New York Times che recensì l’avvenimento scrisse che si era trattato di un match quasi professionistico e che il pugile Hanks (il ragazzo sottovalutato da Teddy…) aveva dato una dura lezione al suo avversario. Ma lo stesso giornale si affrettava ad aggiungere che lo sconfitto aveva ricevuto l’applauso del pubblico per il suo leale comportamento, quando colpito dall’avversario al naso dopo lo “stop” dell’arbitro, aveva “difeso” l’avversario intercedendo con l’arbitro che lo voleva squalificare e dicendogli :” Non ha sentito… per questo non si è fermato!”.   I

I colpi di Hanks dovettero frastornare parecchio Teddy , perché qualche tempo dopo quando un giornalista di Albany lo intervistò, affermò di essere stato il campione dei pesi leggeri di Harvard! Ma la memoria gli ritornò quando in risposta alle critiche rivoltegli come Capo della Polizia di New York, per aver permesso un match professionistico tra Joe Choynsi e Peter Maher ammise che :” Quando ero ad Harvard …ho subito anch’io una pesante punizione!”. Teddy continuò a “combattere” per molti anni, evitando però d’incontrare pugili professionisti. Lasciò definitivamente la boxe nel 1904 all’età di 46 anni, quando nel sostenere una ripresa di sparring con un giovane ufficiale dell’esercito, venne colpito all’occhio sinistro. Un medico oftalmico gli diagnosticò una piccola emorragia della retina, avvertendolo che se avesse subito ulteriori “colpi”, avrebbe potuto perdere l’occhio. Sfortunatamente non ci fu nemmeno bisogno di altri colpi , perché il “danno” progredì rendendolo cieco da un occhio. Del fatto vennero messe a conoscenza solo sei persone in tutta la nazione, perché “Teddy” era coperto dal segreto di stato essendo…. il 25° presidente degli Stati Uniti! Teddy era infatti Theodor Roosvelt.Quel pugile per primo ,nel paese della libertà, seppe trasformare la presidenza in un evento spettacolare ponendola al centro di un palcoscenico politico che uso’ come pulpito per predicare alla nazione. Il New Yok Times nel 1908 quando intervistò Roosvelt sul suo progetto di introdurre l’imposta sui redditi ,quella di successione ,la supervisione federale sul mercato finanziario , l’estensione della giornata lavorativa ad otto ore pur con leggi di indennizzo e tutela ai lavoratori disse chiaramente al suo inrevistatore “Sono al centro del ring, e questo match lo voglio vincere per la mia patria-Se capitate dalle parti del monte Rushmore negli USA… troverete il suo profilo scolpito nella roccia.E' scomparso nel mese di marzo del 1909 .

( B.Mac- FD)

 

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