
(Zagatti e Kaba - Foto Emanuele Leonardi)
Una serata da incorniciare, per Masi Torello, quella di ieri sera 21 Luglio. Tantissima gente sugi spalti come forse lo Stadio Comunale solo raramente aveva ospitato e a bordo ring e persino una temperatura, considerando il periodo, persino accettabile. Nell'accogliente paesino alle porte di Ferrara tutto bene, quindi? Sotto l'aspetto tecnico e spettacolare della manifestazione andata in scena, certamente. Meno bene invece per Massimiliano Duran, che per la sua Accademia e la Pugilistica Padana ha organizzato l'evento, dal momento che per il vacante titolo Wbc dei superleggeri del Mediterraneo Arblin Kaba-Daniele Zagatti e la semifinale del Torneo delle Cinture Fpi dei supergallo Francesco De Rosa-Ahmed Obaid, entrambi i suoi atleti sono stati sconfitti ai punti. Partendo proprio da questo secondo combattimento, va sottolineato come l'annuncio del verdetto abbia sollevato non poche proteste e perplessità tra gli spettatori. I due atleti hanno fato vita ad una sfida intensa e divertente (caratterizzata anche da varie scivolate per l'umidità del tappeto), in cui il salernitano De Rosa ha cercato di fare valere subito la sua maggiore possanza fisica (proviene dai superpiuma/leggeri) sul filiforme palestinese di Ferrara Obaid (normalmente peso mosca), in possesso di una non comune agilità e abilità difensiva.
Sintetizzando al massimo l'andamento del match, si può dire che il grintoso De Rosa ha quasi sempre marciato in avanti per sfruttare la propria potenza senza quasi mai riuscirci, mentre Ahmed Obaid gli si muoveva rapidamente attorno cambiando spesso guardia, per poi portare a segno colpi rapidi e precisi nella guardia talvolta scomposta dell'innervosito rivale. Un po' come in una corrida, dove il toro attacca e il matador lo evita in attesa dell'attimo favorevole. Le combinazioni di Obaid non possedevano la medesima pesantezza di quelle di Francesco De Rosa, ma apparivano più nitide e precise. Abbastanza emblematica dell'andamento del match l'ultima ripresa, quando il campano si é lanciato alla carica in cerca del colpo decisivo, tipico di chi non é per nulla convinto di essere in vantaggio ed é stato questo forse il round che Obaid si é aggiudicato meglio. Mentre all'angolo del ferrarese si respirava aria di grande ottimismo, non appariva invece molto allegra l'atmosfera in quello di De Rosa. Poi il risultato: vittoria unanime ai punti del salernitano. Mah! I misteri della boxe e i criteri pugilistici seguiti dai giudici sono talvolta di più difficile interpretazione che la Teoria della Relatività di Einstein.
Per quanto riguarda il combattimento tra Kaba e Zagatti, come ci s'attendeva é stata cattivo, accesissimo, talvolta scorreto e ha richiesto diversi interventi dell'rbitro Barrovecchio. Ad un Kaba convinto di ripetere la vittoria dello scorso Novembre per la cintura tricolore si é opposto un Daniele Zagatti assai determinato. L'albanese di Bologna ha preso l'iniziativa accendendo subito le polveri, ma il ferrarese, molto chiuso e ricorrendo spesso al jab sinistro, gli ha tenuto testa. Al termine del quarto round la lettura dei cartellini secondo il regolamento Wbc e una prima doccia fredda, perché a fronte di in match sul filo del rasoio due cartellini assegnavano 2 punti a Kaba (con l'occhio sinistro completamente chiuso) e il terzo addirittura 3. Zagatti, uscito dal primo round con una ferita all'occhio destro, ha cercato imprimere maggiore forza ai propri colpi commettendo però l'errore di perdere la misura favorendo l'astuzia e l'esperienza di Kabba. Vari sono stati gli scambi a viso aperto ed entrambi i protagonisti hanno dovuto stringere i denti, sostenuti dal caldissimo tifo dei propri fan. Al termine dell'ottavo round, nuova lettura dei cartellini con due giudici che assegnavano a Kaba tre punti di vantaggio e il terzo invece la parità. A questo punto un piccolo-grande mistero... Al suono dell'ultimo gong il giudice Cavalleri vedeva Kaba vincitore per 97-93, mentre Silvi e Di Mario per 96-94.
(Obaid e De Rosa - Foto Emanuele Leonardi)
Essendo palese che l'ultima ripresa é stata quella in cui Kaba ha sofferto di più, terminando in difficoltà come mai durante le altre fasi del match, da dove salta fuori il 96-94 del giudice che aveva il pareggio sino all'ottavo round? Per forza dall'assegnazione di entrambi gli ultimi due round a Kaba ed inevitabile é ricorrere di nuovo ad un "mah!" grande come una casa perché, tranne lui, nessuno dei presenti e nemmeno i colleghi (probabilmente nemmeno Kaba) l'avevano visto prevalere nell'ultima ripresa. Comunque, se Kaba e Zagatti s'incontrassero venti volte finirebbe sempre così. Sono due ragazzi che possono togliersi ancora tante soddisfazioni e a fare pendere il piatto della bilancia dalla parte del nuovo campione del Mediterraneo per ora sono soprattutto due cose: una superiore convinzione nei propri mezzi e l'abilità di accorciare gli spazi dove fa valere la velocità di braccia e l'esperienza.
Molto positivo il debutto del superwelter della Ferrara Boxe di Roberto Croce, Antonio Licata. Dotato di mani assai pesanti e buona impostazione, ha sovrastato il pur tenecissimo albanese di Ravenna Xelal Tata, imponendogli due kd alla 1^ e 2^ ripresa con saettanti ganci destri. Il coraggio di Tata è comunque impressionante, infatti ha lottato, stretto i denti, resistito alla soverchiante superiorità di Licata, senza mai fare un passo indietro. Ne é sortito un combattimento che ha avvinto il pubblico, ammirato dalle potenzialità di Licata e dall'indomito orgoglio di Tata. Non a caso al termine della contesa un lungo applauso ha accomunato il nettissimo vincitore Licata e lo sconfitto albanese. Del siciliano di Croce è molto probabile che si sentirà parlare parecchio in futuro.
Tra i dilettanti, i superwelter padanini Mistroni e Valdevit hanno avuto la meglio Raji e Liberti, mantre i compagni di palestra Scialpi e Bonazza hanno invece ceduto a Condemi e Garelli.



