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18 Luglio 1987: Mike McCallum vs Donald Curry:Il Supermatch

18 Luglio 1987: Mike McCallum vs Donald Curry….Il Supermatch

Mike McCallum vs Donald Curry Fan scorecards | EYE ON THE RING

Sono passati trentacinque anni e da allora non si contano gli incontriche hanno tentato di fregiarsi del titolo di match dell’anno, per non dire del decennio e talvolta addirittura del secolo. Di certo da allora ben pochi possono competerecon quello allestito da Bob Arum il 18 Luglio 1987 al Ceasar Palace di Las Vegas valevole per il titolo WBA dei Superwelters tra l’imbattuto campione giamaicano Mike McCallum e lo statunitense Donald Curry, già campione tra gli Welters e giustiziere del nostro Nico La Rocca.Un match che, ve lo anticipiamo subito, si risolse con il 'Knockout of the Year'.

AAAAAAMC CALLUM 

In verità la disputa tra i due assi sarebbe dovuta andare in scena già il 23 Giugno 1986 ma Curry alla fine decise di ritornare sui propri passi e rimanere tra i pesiWelters per difendere i titoli WBA,WBC e IBF dall’assalto dell’imbattuto e temibile inglese Lloyd Honeyghan. McCallum a quel punto dirottò le proprie attenzioni sul devastante picchiatore delle isole vergini Julian Jackson, detronizzato in soli due rounds con un Knockout che fece epoca. Non altrettanto fortunato fu Donald Curry che ad Atlantic City incappò incredibilmente nella prima ed unica sconfitta contro l’imbattuto campione d’Europa in carica. In realtà la rinuncia di Curry ad affrontare l’incontro già fissato contro McCallum era legata ad un antefatto che sfociò in una causa intentata da Curry contro Ray Leonard ed il suo avvocato Mike Trainer, accusati di aver cospirato contro di lui per impedirgli di passare tra i pesi Medi per affrontare Marvin Hagler e spianare così la strada a Leonard.  Curry disse di aver chiesto a Leonard e Trainer un consiglio sul proprio futuro e questi ultimi gli consigliarono di rimanere tra i pesi welter invece di salire di categoria peraffrontareMcCallum o Hagler. Diverse settimane dopo, Leonard annunciò che sarebbe uscito dalla pensione per combattere contro Hagler. Curry a quel punto sentendosi raggirato chiese un risarcimento per oltre 1 milione di dollari. Nulla di più facile quindi che contro il pur temibile Honeyghan lo statunitense salì sul ring senza la necessaria concentrazione e con scarse motivazioni.

 AAAAAAMc CALLUM DUE

Tornando alla sfida contro McCallum va registrato come la borsa del campione fu di $ 475.000 a fronte dei $ 425.000 percepiti da Curry. Per altro quest’ultimo era dato favorito 2 a 1 nelle quote dei bookmaker.

Pride of Jamaica: Mike McCallum

Michael McKenzie McCallum (31-0-0 28 Ko’s), 30 anni, giamaicano di
Kingston ma residente da anni a New York. Pugno devastante e mascella di
granito.Da dilettante partecipò alle Olimpiadi di Montreal 1976 dove venne
eliminato ai quarti di finale. Passato professionista nel 1981, dopo una striscia
di 21 matches vinti con 19 ko il 19 Ottobre 1984 non si lasciò sfuggire
l’occasione di vincere il titolo WBA dei Superwelters lasciato vacante dal
panamense Roberto Duran e sconfiggendo ai punti l’irlandese Sean Mannion
divenne il primo pugile giamaicano a vincere un titolo mondiale. La prima
difesa del titolo fu contro il guerriero italiano Luigi Minchillo, costretto ad
arrendersi dal proprio angolo dopo aver resistito per tredici riprese
commoventi. Grazie alle abilità organizzative di Umberto Branchini l’evento
venne disputato l’1 Dicembre 1984 a Milano nell’ultimo grande avvenimento
ospitato dal Palasport, crollato il 17 Gennaio successivo sotto il peso della
famosa eccezionale nevicata. McCallum difese poi il titolo in altre cinque
occasioni. Memorabile la sfida sopracitata del 23 Agosto 1986 contro il
picchiatore delle Isole Vergini Julian Jackson, che si presentò sul ring con un
record di 29 Ko’s su altrettanti matches disputati. Un match da dentro o fuori
necessario per stabilire le gerarchie e che McCallum risolse da par suo con
un devastante knockout al secondo round. Dopo di allora seguirono altre
quattro vittorie prima del limite, l’ultima delle quali contro l’ex campione Milton
McCrory, capace di tenere testa al giamaicano per dieci riprese prima di
alzare bandiera bianca.

AAAAAACURRY
Donald Sample Curry (27-1-0 19 Ko’s), 25 anni, soprannominato Lone Star
Cobra. Ammesso nel 2019 alla International Boxing Hall of Fame. Già
Campione del mondo dei pesi welter dal 1983 al 1986. Fighter of the Year
1985. Un curriculum da predestinato che una a dir poco stellare carriera tra i
dilettanti aveva del resto ampiamente previsto. 404 incontri con sole 4
sconfitte, 6 secondo altri, ma cambia ben poco. Solo il boicottaggio
Americano alle Olimpiadi di Mosca 1980 gli impedì di vincere una medaglia
d’oro quasi certa. E quel quasi è unicamente dovuto al fatto che a vincerla tra
i Superleggeri fu poi il nostro Patrizio Oliva, che presumibilmente avrebbe
incrociato i guantoni contro Curry in semifinale per una sfida memorabile
rimasta nell’immaginario collettivo. Difficile infatti pensare che il texano
sarebbe stato inserito dalla parte del tabellone dove regnava il russo
Konakbayev. Diretto da Dave Gorman e Paul Reyes coadiuvati da Akbar
Muhammad il più giovane dei tre fratelli Curry decise di seguire le orme di
Graylin e Bruce e con quest’ultimo formò anche la prima coppia di fratelli a
detenere contemporaneamente una cintura iridata.
Sbarcato tra i professionisti sul finire del 1980 nei due anni successivi Curry
inanellò una striscia vincente di quindici incontri con ben dodici soluzioni
prima del limite, che lo portarono a conquistare i titoli NABF e USBA nei
Welters ma soprattutto a guadagnarsi il 13 Febbraio del 1983 la possibilità di
combattere per il titolo vacante WBA contro l’imbattuto picchiatore
sudcoreano Jun Suk Hwang, regolato agevolmente ai punti dopo quindici
rounds tra le mura di casa di Forth Worth. Fù l’inizio di una vera dittatura che
nei tre anni seguenti vide il “Cobra” riunificare le cinture WBA,WBC ed IBF
mietendo vittime del calibro di Marlon Sterling (UD15), Elio Diaz (RTD7),
Colin Jones (KOT4) e soprattutto Milton McCrory (KO2). Tra le nove difese va
purtroppo registrata anche quella del 22 Settembre 1984 contro il nostro Nino
La Rocca, salito sul ring di Montecarlo con le speranze e l’entusiasmo di una
nazione intera, probabilmente illusa dal curriculum dell’italomaliano (58-1-0
43 Ko’s), tanto altisonante quanto effimero e costruito ad arte dalla sapiente
regia del manager genovese Rocco Agostino. I nodi vennero così ben presto
al pettine ed il venticinquenne La Rocca venne mandato gambe all’aria dopo
sei rounds, per la verità condotti con coraggio dal nostro, rimasto anch’egli
quasi sorpreso nello scoprirsi acerbo e forse inadatto a confrontarsi su certi
palcoscenici.
Tornando a Curry l’inopinata sconfitta del 27 Settembre 1986 contro
Honeyghan (RTD6) e della quale abbiamo già parlato (sorpresa dell’anno per
Ring Magazine) segnò la fine del regno e dell’imbattibilità del texano che a
quel punto decise di ripartire salendo tra i Superwelters per poi lanciare, dopo
due altre comode vittorie per altro entrambe per squalifica dell’avversario, il
suo guanto di sfida al campione giamaicano.(Roby Maddonini )

 

 

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