L'ennesimo problema cardiaco si è portato via questa mattina Benedetto Montella (il primo a destra nella foto).
In questo 2017 avrebbe festeggiato i 76 anni.
Nato a Roma nel corso della seconda guerra mondiale, aveva sviluppato un forte amore per la sua città. Ma era anche cittadino del mondo. Non solo per le attività lavorative, è stato alle dipendenze della El Al: la compagnia aerea israeliana e ha gestito in proprio un Tour Operator che operava con patricolare attenzione alla Grecia. Ma anche per quella attività che era a mezza via tra professione e passione. Il pugilato lo ha infatti fatto viaggiare in tanti Paesi.
La boxe gli piaceva da sempre, anche se il primo amore era stata la musica. Suonava il piano. Quelli che il 15 luglio del 1989 erano al Trump Plaza di Atlantic City (New Jersey, Usa) per la sorprendente vittoria di Gianfranco Rosi nel mondiale superwelter Ibf contro Derrick Van Horn, ricorderanno sicuramente la sua esibizione nella notte del trionfo. Un professionista di livello, una piacevole scoperta per chi non era a conoscenza di queste doti.
Nel pugilato è stato arbitro, supervisor e dirigente.
Ha giudicato sedici mondiali targati International Boxing Federation ed è stato supervisore in oltre cento.
Per l’Ibf è stato anche membro del Board.
Ha rappresentato il ponte tra l'organizzazione americana e l'Europa. Sono tantissimi i manager, promoter o pugili che hanno avuto con lui un debito di riconoscenza.
Ha poi lavorato nell’International Boxing Organizzation in cui ha ricoperto ruoli importanti.
Lascia tre figli: Sara, Luca e Matteo a cui vanno le nostre condoglianze.
Venerdì 31 marzo i funerali con rito civile, dalle 15:30, al cimitero di Manziana (via dei Platani).




