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Marcello Matano andrà a Londra per preparare meglio l’Europeo con Vitu

 
 
Il pugile ferrarese, già in allenamento da un mese nella palestra della Ferrara Boxe, sta entrando nel vivo del lavoro. E nelle prime due settimane di maggio farà i guanti alla Rooney’s Gym e in altre palestre londinesi. Una rigorosa preparazione che dovrebbe portarlo al massimo della condizione per la grande notte del 18 maggio sul ring del Cirque d’hiver a Parigi. In palio c’è anche una chance mondiale.
 Hiver le Cirque de Paris
di Maurizio Roveri
“Le Cirque d’hiver”. A Parigi. In rue Amelot, nell’XI arrondissement. Una suggestiva location, che il 18 maggio sarà teatro di una battaglia aspra, dura, eccitante di boxe. Quando Marcello Matano, “Il Capitano”, andrà all’assalto di Cedric Vitu e del titolo Europeo dei superwelter. E quella sera il pugile ferrarese dovrà salire sul ring con gli occhi fiammeggianti della tigre e andare all’assalto mostrando di possedere - stavolta più che mai - il “fighting blood” del grande guerriero. 
A questo punto della carriera, dopo 6 anni di professionismo e 19 incontri disputati (17 vinti e 2 perduti), e dopo essere stato campione d’Italia e per tre volte detentore del titolo Intercontinentale e dopo essere stato respinto da Julian “J Rock” Williams a Bethlehem in Pennsyklvania il 5 marzo 2016 in una semifinale mondiale IBF, Matano si trova di fronte al match-chiave. La sfida della vita. E’ una straordinaria opportunità, seppure si tratti di una missione estremamente difficile: il combattimento parigino contro “Titì” Vitu non vale soltanto per la cintura di campione d’Europa ma si arricchisce anche dell’etichetta di semifinale mondiale IBF. Infatti, nella graduatoria della IBF (l’organizzazione professionistica International Boxing Federation) il francese appariva al quarto posto e l’italiano al quinto tra gli sfidanti del campione in carica. Che era il terribile Jermall Charlo, 25 match, 25 vittorie (19 per KO). Dopo il successo del 10 dicembre scorso, quando ha demolito Julian Williams mettendolo knock-out al quinto round (tempestoso e devastante il montante destro, in occasione del primo dei due atterramenti) l’imbattuto Jermall ha lasciato vacante il titolo IBF. A contenderselo sono allora stati chiamati il numero 2 e il numero 3: rispettivamente Tony Harrison e Jarrett Hurd. Ed è stato proprio Hurd, ventiseienne americano del Maryland, a prevalere: vittoria per KOT il 25 febbraio 2017 in Alabama. E portando il suo record a 20 vittorie (14 prima del limite) e nessuna sconfitta. Conseguentemente, Jarrett “Swift” Hurd è passato dal terzo posto nel rating alla conquista del titolo mondiale IBF, e Tony Harrison è scivolato giù dalla posizione numero 2 fino alla dodicesima. Pertanto, Vitu e Matano sono andati avanti. Adesso il francese è nella posizione numero 3 e “Il Capitano” al numero 4, in un ranking dove i primi due sfidanti del neo-campione del mondo sono “not rated”. 
Si suppone - allora - che il pugile vincitore dell’Europeo di Parigi del 18 maggio sarà scelto per andare a sfidare l’imbattuto Jarrett Hurd. In palio la cintura di campione del mondo.
Li ha in testa, Marcello, questi pensieri. Si affollano, dentro di lui. Eccitanti ma anche inquietanti. Pensare ad un possibile titolo mondiale contro un tremendo picchiatore che non ha ancora conosciuto una sconfitta e che ha vinto 14 volte per Ko su 20 match… be’, è roba da metterti i brividi! Se arrivi lì, sei al punto più alto possibile. Qualcosa di inimmaginabile per Matano fino ad alcuni anni fa,  quando ad esempio da pugile dilettante - pur battendosi valorosamente - non era mai riuscito a diventare campione d’Italia…
Matano tattoo
Meglio non farsi travolgere dalle vertigini pensando a qualcosa di così straordinariamente grande grande (soprattutto per un ragazzo semplice e umile come Marcello, da Occhiobello sulle rive del Po) come un combattimento per il titolo di campione del Mondo!
In questo momento è più saggio, più giusto concentrarsi totalmente sull’Europeo.
“Non sarà un match semplice, lo so. Cedric Vitu è il campione in carica, conquistò il titolo battendo Orlando Fiordigiglio a Brescia nel giugno 2015 e lo ha difeso vittoriosamente due volte: contro Roberto Santos e Ruben Varon. Però, lo ritengo alla mia portata. Ricordo bene il combattimento di Vitu contro Fiordigiglio. Orlando era in vantaggio, 3 punti e fors’anche 4 all’inizio dell’ottava ripresa. Da quel momento il match, molto intenso, è cambiato in maniera repentina. Il grande caldo all’interno del palazzetto ha condizionato, alla distanza, la prestazione di Fiordigiglio. Che è andato progressivamente perdendo la rapidità, la brillantezza he aveva mostrato per buona parte del combattimento. Un calo di rendimento improvviso, all’undicesimo round. Ed è cresciuta l’aggressività di Vitu. Orlando, in affanno, si trovò senza energie. Non riuscì più a proteggersi dagli assalti di Vitu, subì una serie durissima e l’arbitro dovette fermarlo. Forse la causa fu la disidratazione. Indubbiamente affrontare Vitu richiede un dispendio notevole di energie. Pugile scorbutico, dalla boxe tutta strana. Ha braccia lunghe.  Si è già battuto quattro volte per l’Europeo: una sconfitta di strettissima misura a Manchester, nel primo assalto, e poi tre vittorie. E’ valoroso, ma io non mi sento da meno. Sono stato campione d’Italia, ho vinto tre volte il titolo Intercontinentale, ho combattuto in America per la semifinale mondiale contro un avversario che per struttura fisica sembrava un peso medio. E quella sera era sicuramente più pesante di me. Fisicamente sembrava il doppio… Contro Cedric Vitu non sarà così. Il francese non ha la consistenza fisica e atletica di J Rock Williams. Sì, Vitu è veloce, ma lo sono anch’io. Sa essere intenso, e so esserlo anch’io. Il francese è un mancino. E io da professionista non ho ancora affrontato un mancino. Da dilettante sì. Ma penso che questo non sia un problema. So come contrastarlo. La differenza la faranno la preparazione, la condizione fisica, la solidità mentale. Io sto lavorando in palestra già da un mese. E ora vado in crescendo. Ad aprile il lavoro diventerà più sostanzioso. E all’inizio di maggio entreremo nella parte più intensa e importante con le due settimane di allenamenti e di “guanti” nelle palestre di Londra. E’ tutto programmato in maniera rigorosa. Alla fine saranno tre mesi di preparazione. Con la massima concentrazione. Il combattimento del 18 maggio sarà duro per me, ma anche per il mio avversario. Daremo entrambi il massimo. Ci batteremo da guerrieri, con tutto l’orgoglio che abbiamo. E’ una sfida che vale tantissimo. Il titolo europeo, ma non solo: anche la possibilità di incontrare - poi - il campione del mondo”.
A Londra, dunque, nella prima parte del mese di maggio sarà in programma iI periodo più intenso della rigorosa preparazione di Matano verso l’Europeo. Quando “Il Capitano” e il suo allenatore Roberto Croce si recheranno nella metropoli britannica, città della boxe, città di grandi eventi, città di “gym” e di pugili. In accordo con Loreni, il manager che gestisce l’attività di Matano, il pugile ferrarese e il suo tecnico Croce faranno una full immersion di due settimane nello spirito, nell’atmosfera e nei sistemi di allenamento delle palestre londinesi.
Matano parla di questa esperienza, sicuramente importante e stimolante. “Sì, la fase finale della preparazione andrò a farla a Londra. Farò i guanti con diversi sparring nelle principali palestre londinesi e anche di fuori Londra. A cominciare dalla Rooney’s Gym”.   
La Rooney’s Gym. Si trova nel cuore di Londra. Al 42 di Newington Causeway, nell’area dove ha aperto di recente Mercato Metropolitano che è un grande spazio di 4500 metri quadri all’insegna dell’Italia: botteghe, supermercati, bar, pizzerie, esposizioni e vendita di prodotti alimentari italiani, eventi culturali, tutto made in Italy. MM (Mercato Metropolitano), vicino alla stazione metro di Elephant & Castle, è partner della Rooney’s Gym.
Questa palestra londinese di boxe ha grande tradizione e credibilità. Da oltre 40 anni insegna boxe. Forma e allena pugili, professionisti e amateur, e li prepara nel migliore dei modi. Dal punto di vista fisico, tecnico, mentale. “Noi riteniamo che la boxe possa migliorare il percorso di chiunque venga qui in palestra, e possa portare una nuova dimensione al vostro allenamento”. Questa è la filosofia della Rooney’s Gym. Che, oltre a pugili professionisti e dilettanti, ha numerosi clienti anche “non agonisti”. 
John Rooney Jr, che è alla guida di questa apprezzatissima Gym, è uno dei coach professionali di boxe più capaci e rispettati di tutto il Regno Unito. L’impressionante curicculum di coaching  indica chiaramente chi è questo tecnico che, in carriera, ha allenato grandi pugili. Campioni professionisti come Manuel “Mantecas” Medina, che è stato in attività dal 1985 al 2008, record di 67 match vinti, 16 perduti e 1 pari, campione del mondo dei pesi piuma IBF nel 1991, 1992, 1998 e 2001 e mondiale WBC nel 1995; e come Steve “Celtic Warrior” Collins (36+, 3-) 9 match mondiali vinti per i titoli WBO dei medi e supermedi nel periodo 1994-1997. Altri pugili allenato da John Rooney sono stati: Richard “The Secret” Williams (che adesso è uno dei suoi collaboratori in palestra) campione del mondo superwelter IBO e WBF nel 2001 e nel 2003; Wayne “Pocket Rocket” McCullough, che è stato campione del mondo dei pesi gallo WBC nel 1996. E anche Breuce “Lionheart” Scott, Howard The Battersea Bomber” Eastman, e Martin “Mac Man” Lindsay.
 
HIVER 2 est
Il Cirque d’hiver Bouglione di Parigi, il prossimo 18 maggio,  vivrà una notte vibrante. Da emozioni forti. Con la grande boxe. E un combattimento da inchiodare il fiato in gola al pubblico. Questa è una sala dedicata agli spettacoli (come il circo, le sfilate di moda), concerti e altri eventi. Il “cirque” è un poligono ovale costituito da 20 lati, con colonne corinzie ad ogni angolo del perimetro che danno la sensazione di un edificio ovale. Contiene un anello contornato da tribune per gli spettatori. Qualcosa di simile ad un Colosseo in miniatura. Un tetto poco spiovente poggia sulle colonne perimetrali della struttura, dando la sensazione di un tendone da circo.
Un salto indietro nel tempo, perchè la Noble Art ha radici antiche e profonde. A Parigi, nei tempi della Belle Epoque, andava di moda la boxe al Cirque de Paris, popolare Arena situata vicino alla Esplanade des Invalides. Vi combattevano, nel primo decennio del Novecento, guerrieri coraggiosi come Joe Jeannette e Sam McVea, uomini di straordinaria resistenza che nel 1909 diedero vita ad  una estenuante sfida arrivata al quarantanovesimo round! Vinse Jeannette per sfinimento. E nel marzo 1910 andò in scena una battaglia feroce, interpreti Billy Papke e Willie Lewis. “Il Fulmine dell’Illinois” (così era soprannominato Papke, pugile furbo, cinico, spietato, di grande controllo, capace di aspettare con calma il momento giusto per sparare i suoi tremendi colpi) volle umiliare il valoroso avversario e lo distrusse facendolo svenire. E quando nell’ottobre 1912 Billy Papke incrociò i guantoni con Georges Carpentier, idolo dei parigini, sul ring del Cirque de Paris, si registrò un incasso di 110.000 franchi. Enorme, per quei tempi! Il ritmo e l’aggressività di Papke fecero vacillare Carpentier, e al diciassettesimo round il manager del francese lanciò l’asciugamano fermando un combattimento che stava diventando un calvario per Georges.

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