Un permesso sarebbe ingiustificabile
Esiste una federazione pugilistica degna di tal nome in Italia o non esiste? Una prova della sua esistenza la potremo avere se essa interverrà a impedire che il peso massimo inglese Danny Williams si esibisca su un ring italiano il 30 luglio prossimo contro Giuseppe Angelo Squeo a Molfetta. Ma non c'entra il fatto che Williams combatta contro Squeo o contro chiunque altro, il fatto è che Williams non dovrebbe mai più combattere in nessun altro angolo del globo e soprattutto da noi se davvero amiamo il pugilato e soprattutto chi lo pratica.

E' auspicabile che la FPI sappia che il 47enne Williams è stato bandito da tutti i ring britannici perché non più idoneo a combattere. Il fatto che sia stato un pugile di una certa importanza o che abbia trovato federazioni compiacenti (in certi paesi basta una bustarella) non giustifica l'autorizzazione a combattere da noi. Il British Board of Control è una federazione seria e Williams non ha passato le visite mediche. Il suo modo di parlare ed altre ragioni specificamente cliniche rivelano purtroppo come purtroppo Williams risenta di una lunga carriera che avrebbe dovuto essere interrotta ben prima.
Se gli verrà consentito di combattere in Italia sarà l'ennesima vergogna di cui si coprirà il nostro movimento pugilistico. Punto.



