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Tommaso Orlando, 13 anni, quaranta chili di puro talento

Il “gioiellino” della Pugilistica Alto Reno ha debuttato da schoolboy con una brillante prestazione a Castel di Casio. Suo maestro è il suo papà Lele Orlando, ex-pugile della Quero-Chiloiro Taranto. Una famiglia con vocazione pugilistica. Sofia, la sorella di Tommaso, ha 15 anni ed è Nazionale Junior
di Maurizio Roveri
Eppure… l’Italia del pugilato olimpico maschile (che non è riuscita a qualificare neppure un atleta per i Giochi di Tokyo) potrebbe tornare ad avere un buon futuro. Potrebbe…
Credo che dalle nuove generazioni spunteranno, e cresceranno, diversi “talentini” interessanti. Segnali promettenti, incoraggianti, già se ne intuiscono. Anzi, si intravvedono. Da dove deriva questa mia convinzione?
Deriva - ad esempio - dal fatto d’avere appena visto un “talentino”, sabato scorso in una riunione dilettantistica in un tranquillo borgo sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano. 
ROVERI CANCELLA 1
Il maestro Lele Orlando con il suo figlioletto Tom
 
A Castel di Casio, un comune di 3300 abitanti, accarezzato dal delizioso Lago di Suviana, c’è fra i punti di riferimento la palestra della Pugilistica Alto Reno: qui sta crescendo il tredicenne Tommaso “Tommy” Orlando. Un piccolo artista della boxe. A trasmettergli l’amore per la Nobile Arte e per i valori che rappresenta, è il suo papà Emanuele, detto Lele. Il quale è anche il maestro della palestra, nonché il fondatore, l’anima, l’infaticabile organizzatore di questa Associazione Dilettantistica di boxe che - nel territorio - svolge anche una funzione sociale.
ROVERI SOFIA ORLANDO CANCELLA 
In primo piano di Sofia Orlando, 15 anni, campionessa italiana
Tommaso è il fratellino di Sofia, la primogenita di Lele Orlando. Sofia ha 15 anni appena compiuti. Ed è già in Nazionale. E’ la più piccola, per età e statura, del gruppo azzurro che di recente ha partecipato ai Campionati Europei Junior, a Tbilisi in Georgia. Prima, un mese fa o poco più, la piccola guerriera della Pugilistica Alto Reno s’era riconfermata Campionessa d’Italia nella categoria dei 46 kg. (Titolo giovanile vinto nel 2020 e nel 2021). Subito dopo i Tricolori c’era stata la partecipazione alla Junior Nation’s Cup a Vrbas, in Serbia, prima esperienza internazionale di Sofia con la canotta della Nazionale.
Vederli quando in palestra fanno i guanti insieme, sorella e fratellino, è uno spettacolo. Sono sfide sempre orgogliose. I due figlioli del maestro Orlando non si risparmiano. Mai. C’è un’appassionante intensità. Soprattutto c’è entusiasmo. C’è il piacere di imparare una disciplina sportiva come la boxe. 
L’ho visto, il “talentino” dell’Alto Reno. Ho visto Tommy Orlando al suo debutto ufficiale, da “schoolboy”, nella gradevole riunione dilettantistica che il suo papà ha organizzato nella palestra di Castel di Casio.
Sereno, sicuro, sciolto, rapido, pungente. Anche un po’ smaliziato. S’è presentato così, Tommy. Che non sembrava neppure un bimbetto di 13 anni al primissimo match ufficiale della sua vita…
Riflessi, scelta di tempo, precisione. Sempre in controllo. Un pugilato limpido, danzando in punta di piedi. Spostamenti laterali veloci, schivate, finte. Bella impostazione, con il jab destro (perché è impostato da mancino) sempre apprezzabilmente attivo, perché è il jab che ti dà la misura e che apre le strade. Poi il sinistro fa il resto. Un sinistro che scatta rapido e preciso. E’ il colpo più efficace di Tommaso.
Stupisce la naturalezza con la quale Tommy fa ogni cosa. La coordinazione. Il tempismo. Come anticipa. Come si sottrae. La corretta posizione dei piedi e delle gambe, sia in fase difensiva sia quando attacca. Il ritmo che tiene. E l’entusiasmo che lo accompagna.
Quaranta chili di talento.
Quanto c’è di naturale in Tommy?
Tanto, tanto. Sai, ha cominciato a veder la palestra quando aveva 5 anni. Allora eravamo come sede a Granaglione, dove tutto è cominciato. E in una palestrina piccola, abbiamo fatto i salti mortali. Con passione, costanza, sacrificio, coraggio. Nel 2019 ci siamo trasferiti a Castel di Casio, sempre nel territorio, circa una decina di chilometri da Porretta Terme. Siamo in una palestra più grandicella, si può lavorare meglio.  Tommaso, dicevo, è molto naturale in tutto quello che fa. C’è gioia, c’è entusiasmo in lui quando si allena, quando fa i vari esercizi cercando la posizione migliore del corpo, delle mani, delle braccia, delle gambe. Si diverte. E’ giusto che sia così, ha 13 anni appena compiuti. Mi è piaciuto l’aver visto in Tommaso lo stesso spirito, lo stesso divertimento anche nel giorno del suo primissimo match da schoolboy. E’ tutto suo il merito della naturalezza che possiede e dell’istinto con cui si muove. Da parte mia, ho lavorato sull’impostazione. Mettendolo in guardia mancina. Si trova bene, è sciolto, pronto negli spostamenti laterali, nei rientri, nell’anticipare. Prima del match di debutto gli ho detto di essere tranquillo e semplicemente di divertirsi. “Giocaci”. E lui ha giocato”.
Tommaso ha esordito con una limpida prestazione e una convincente vittoria (un plauso anche all’altro ragazzo, Samuele Martucci, delle Fiamme Oro Brindisi). Prima, da bambino, a cominciare dall’età di 6 anni, ha fatto tutta l’attività giovanile propedeutica al pugilato: è stato “cucciolo”, “canturino”, “canguro”, “allievo”. 
Ovviamente è difficile, impossibile prevedere cosa sarà un “talentino” appena tredicenne quando diventerà più grande. C’è tanto tempo ancora. Per ora si diverte. E vi assicuro che guardare da fuori un bimbetto che sul ring si muove con l’eleganza e la rapidità di Tommaso Orlando, è una delizia per gli occhi. 
Il viaggio è appena cominciato. Il percorso della vita lo potrebbe portare davanti ad altre strade, a fare altre scelte. O forse no. Forse i pensieri e l’impegno di Tommy si concentreranno e si intensificheranno ancor di più sulla boxe. Inseguendo obiettivi, sogni, titoli, medaglie… Chissà, fra sette anni ci saranno le Olimpiadi a Los Angeles, e nel 2028 Tommaso Orlando avrà vent’anni…
E allora, non rimane che immaginare Tommy quando sarà sedicenne, diciottenne, ventenne. Ha una tale vocazione per il pugilato che vien difficile pensare che - crescendo - possa lasciarlo. E poi, in casa, la boxe è l’argomento principale. Suo padre Lele, tarantino, è stato buon pugile dilettante della Pugilistica Quero Chiloiro. Sette anni di attività. Nella categoria dei 54 chili. Arrivò anche a fare due match in maglia azzurra, in un Torneo in Francia. Terminata l’attivo età agonistica, Lele Orlando si trasferì nel 1994 nel centro-nord. E ha scoperto il territorio dell’Alto Reno. Aveva un grande sogno. Insegnare la boxe. 
Con la vocazione di un missionario, Lele si tuffò nell’avventura di aprire una palestra a Granaglione (per l’esattezza a Ponte della Venturina). Facendo conoscere il pugilato  laddove non c’era. 
Partire dal niente. Dover superare anche i pregiudizi, poiché la gente “vedeva” la boxe come violenza. 
“Lele” piano piano, con tantissima costanza, ha convinto tutti. Ha fatto capire che il pugilato è sport altamente formativo ed educativo. Una disciplina che insegna rispetto, lealtà, amicizia. E che abitua i ragazzi all’umiltà, al sacrificio, alla fatica e al tempo stesso fa maturare determinazione, motivazioni, obiettivi da raggiungere.
La Pugilistica Alto Reno (che porta nel nome anche la dedica a Michele Adduci, un buon pugile, un bravo ragazzo della palestra, morto in un incidente stradale) è una creatura di Lele Orlando. Esiste dal 2008. Quando nasceva Tommaso… Già da bimbetto, “Tommy” era la mascotte della squadra dell’Alto Reno. Andava con suo padre in trasferta, al seguito dei ragazzi chiamati a combattere. E con la sua vocina da bimbo li sosteneva durante i match, li incoraggiava, li consigliava…
Si può dire che nell’ambiente del pugilato emiliano Tommy era già conosciuto da un bel po’. Adesso non è più la mascotte. Adesso è un pugile. Un “piccolo” pugile. E una grande Promessa. Anche Sofia, la sorella quindicenne, ha davanti a sé interessanti prospettive.
Insomma, la Famiglia Orlando fa sul serio. Fra talento, entusiasmo, rispetto.
Alla base di tutto, un amore genuino e forte per la boxe.
Tredici anni di lavoro. La Pugilistica Alto Reno ha aperto le porte della sua palestra a chi voleva conoscere il pugilato, a chi ha voluto praticarlo (da agonista o da amatore). Organizza corsi per bambini, e questo è il progetto al quale Lele Orlando tiene in modo particolare, perché nessun’altra disciplina sportiva insegna - come la boxe - il rispetto per se stessi e per gli altri.
ROVERI TRE CANCELLA i complimenti 
Tommy quando aveva 9 anni e ricevette i complimenti del tecnico cubano
Un aneddoto legato alla crescita di Tommaso Orlando. Quattro anni fa, la Regis Bologna organizzò nella propria palestra uno stage. Con la partecipazione straordinaria dei due esperti Tecnici cubani che a quel tempo lavoravano per la Federazione Pugilistica Italiana. Quasi una ventina di ragazzi, di varie fasce d’età (dai 9 ai 14 anni) e provenienti da diverse parti dell’Emilia Romagna, parteciparono a quello stage. Gerardo Gonzales Bicet, Maestro cresciuto alla mitica scuola pugilistica di Guantànamo, esponeva con chiarezza i suoi princìpi. Spiegava. Dimostrava. Faceva compiere (con la collaborazione di Jorge Valdez Perez, l’altro tecnico cubano della FPI) diversi esercizi ai ragazzi. Sottolineando l’importanza fondamentale d’una corretta impostazione dei piedi e delle gambe, Gerardo Bicet osservava attentamente ogni allievo presente a quello stage. Ad un certo punto si fermò. E fissando Tommy (che allora aveva 9 anni) domandò: “Chi è l’insegnante di questo bimbo?”.  Un attimo di esitazione e poi Lele Orlando, che pure è grande e grosso, si fece avanti timido timido. Quasi in imbarazzo. “Sono io. Alleno alla Pugilistica Alto Reno”. Lele non disse neanche che era suo figlio il ragazzino che il tecnico cubano della Nazionale aveva individuato come il più bravo, quello con la migliore impostazione. Di sicuro Lele provò un’emozione fortissima, da fermargli il respiro in gola, quando Gerardo Gonzalez Bicet (che non era l’ultimo arrivato…) commento: “Questo ragazzino, se continuerà ad applicarsi in questa maniera nel pugilato, diventerà un campione”.
Non so, in quel momento, se sia stata più intensa in Lele Orlando la soddisfazione come Maestro o come papà.
DILETTANTISTICA DI CASTEL DI CASIO
RISULTATI
Categoria Schoolboy, kg 40: Tommaso Orlando (Pugilistic a Alto Reno Michele Adduci) batte Samuele Martucci (FFOO Brindisi) ai punti.
Elite 2 Femmiile, kg 60: Giulia Aldrovandi (Boxe Academy Sassuolo) batte Jenny Antilopi (Alto Reno) ai punti.
Schoolboy, kg 50: Gabriel Greco (FFOO Brindisi) batte Iliass Maimi (Boxe Ferraro Sassuolo) per RSC
Junior, kg 70: Mattia Maio (Boxe Ferraro Sassuolo) batte Tiziano Greco (FFOO Brindisi) ai punti
Elite 2, kg 69: Elia Giordano Lolli (Alto Reno) e Tommaso Salmi (Boxe Le Torri Bologna) ai punti
Elite 2, kg 75: Pietro Molinari (Boxe Le Torri) batte Tommaso Gaiardo (Alto Reno) ai punti
Elite 2 Femminile: Roberta Cristofaro (Hic Sunt Leones Bologna) batte Romina Cabezas (Bolognina Boxe) ai punti
Elite 1, kg 64: Danilo Barile (Alto Reno) batte Alfonso Gaglio (Boxe Academy Sassuolo) ai punti.
 

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