11 Luglio 1992: Rosi vs Delè…il pugile umbro ad un passo dalla storia
Che Gianfranco Rosi non si sia mai tirato indietro di fronte a nessuno cercando sempre di confrontarsi senza paura contro i migliori è risaputo. Ed il match a casa del temibile coloured mancino Gilbert Delè(28 anni, 34-1-1 23 Ko’s)valido come nona difesa del titolo Superwelters IBF ne è stata un’ulteriore dimostrazione. Andato in scena l’11 Luglio 1992 allo Stadio Louis II di Montecarlo sotto la sapiente regia dei fratelli Acaries l’incontro presentava insidie e rischi a grappoli, a cominciare dal valore dell’avversario, ex campione europeo (titolo strappato al nostro Giuseppe Leto, distrutto in 2 minuti nel Dicembre del 1989) e mondiale dei Superweltersquattordici mesi dopo, quando sconfisselo statunitense Carlos Elliott (KOT 7) per la vacante cintura WBA. Corona lasciata poi nelle mani del “paisà” Vinnie Pazienza sette mesi più tardi alla seconda difesa, in un match equilibrato e risolto per KOT dal pugile italoamericano a 50 secondi dall’ultima campana. Classificato al primo posto del ranking per la IBF, il pugile della Guadalupa naturalizzato francese aveva saputo subito rialzarsi e riproporsi al vertice inanellando altre cinque vittorie, delle quali quattro prima del limite, che ne avevano ribadito la pericolosità e la potenza nei guantoni. Seguito dagli stessi fratelli Acaries che lo avevano preso sotto la propria ala fin dal 1987 Delè nella sua carriera non aveva mai fallito la conquista di un titolo in qualità di sfidante, a cominciare da quello nazionale dei Superwelters nel 1988.

Gianfranco Rosi (34 anni, 55-3-0 17 Ko’s) per contro nell’ultimo vittorioso match contro lo spagnolo Angel Hernandezcon 12 sfide mondiali aveva appena eguagliato il record di Nino Benvenuti e superato Bruno Arcari con 10 vittorie iridate. L’incontro con Delè poteva quindi regalargli il primato assoluto a coronamento di una carriera che, ricordiamo, lo aveva già visto iridato nella stessa categoria per il WBC tra il 1987, quando conquistò il titolo nella sua Perugia di misura contro il messicano Lupe Aquino, ed il 1988, allorchè dovette inchinarsi al più quotato “Cobra” texano Donald Curry (RTD 9). La lunga carriera iridata del pugile umbro non deve per altro far dimenticare i titoli europei conquistati tra il 1984 ed il 1987 sia nei pesi Welters che tra i Superwelters in aggiunta al titolo italiano che inaugurò la collezione nel 1982. In tutti e tre i casi nella sua Perugia. Ora questo avversario scomodo. Ma per spaventare uno già salito sul ring contro i picchiatori inglesi Lloyd Honeyghan e Chris Pyatt, che ha guardato negli occhi Donald Curry, demolito lo statunitense Duane Thomas e soprattutto scioccato il mondo annientando a casa sua l’imbattuto fenomeno statunitense Darrin Van Hornci voleva ben altro. Per la cronaca Rosi si presentò sul ring con i favori dei pronostici da parte dei bookmakers che comunque concessero discrete chances anche al transalpino. Al peso Rosi registrò 69.2 kg a fronte dei 69.9 kg del suo avversario.Roby Maddonini

GIANFRANCO ROSI HALL OF FAME ITALIA 2019



