La celebre rivista inglese prende una netta e giusta posizione
Qualche giorno fa scrivendo del mancato match fra Tyson Fury ed Anthony Joshua finivo l'articolo invitandovi a rimanere sintonizzati perché qualcosa stava per succedere. E quel qualcosa è avvenuto. Nella giornata di ieri nell'edizione giornaliera online di Boxing News è apparso un articolo del direttore Matt Christie che riveste una importanza assoluta e lo stesso articolo apparirà nella prossima edizione cartacea che è settimanale. Ricordo a tutti che Boxing News è la rivista di boxe più vecchia del mondo, risale al 1909, è inglese ed è anche, allo stato attuale, la migliore.
La notizia importante è che d'ora in poi Boxing News farà sue, nel senso che pubblicherà anche come proprie, le classifiche del Transnational Boxing Rankings Board che dal 2012 voi vedete pubblicate su Boxeringweb. E non solo questo, non verranno più chiamati campioni del mondo quei pugili che sono solo campioni di sigla, di qualsiasi sigla, non verranno chiamati campionati del mondo quei match che in realtà sono solo match di sigla, Non verranno nemmeno considerati match di riunificazione quelli che vedono di fronte pugili che detengono titoli di sigla perché significherebbe dare comunque una qualche credibilità alle sigle stesse.

Nel suo lungo articolo Christie elenca un po' quello che sappiamo e sapete tutti e cioè che le cosiddette sigle stanno uccidendo il pugilato e la sua credibilità con la scusa di mettere ordine. Alcune sigle, e non le nominiamo neppure, hanno un numero assurdo di pugili che hanno titoli in qualche modo associati con la parola "mondo". E' questo il modo di aiutare il pugilato? Farsi pagare consistenti commissioni per le loro ridicole cinture? Mettendo in atto rapporti preferenziali con organizzatori, manager, televisioni, servizi streaming che godranno in cambio di migliori classifiche per i loro pugili?
Non nascondiamoci dietro a un dito. Se Floyd Mayweather incassa valanghe di denaro per fare finta di battersi contro uno sprovveduto youtuber è perché la boxe non è in grado di mettere di fronte Fury e Joshua o, per fare un altro esempio, Errol Spence e Terence Crawford come sarebbe naturale. E le sigle hanno in questo una responsabilità enorme, enorme come il danno che procurano allo sport.
Boxeringweb è orgoglioso di avere da subito sposato la causa del Transnational Boxing Rankings Board che, è bene ricordarlo, nacque quando Oscar De La Hoya, nella sua veste di proprietario di The Ring licenziò il direttore Nigel Collins, che aveva creato un panel indipendente per la compilazione di classifiche credibili, rimpiazzandolo con un suo fedelissimo. Immediatamente la stragrande maggioranza dei partecipanti a questo panel, sottoscritto incluso, si dimise. Alcuni di loro formarono appunto il TBRB sotto la spinta del giornalista e scrittore Springs Toledo che ne è supervisore, nominando tre presidenti nel sottoscritto, in Tim Starks e Cliff Rold. Matt Christie sottolinea come, a differenza di The Ring, tutti i componenti del Board del TBRB non hanno rapporti che li compromettano in alcun modo con chi ha ruoli organizzativi nel pugilato.
Christie sottolinea come non voglia illudersi di cambiare di colpo il mondo del pugilato ma sottolinea anche come sia giusto che qualcuno si muova nella giusta direzione sperando che anche altri prendano la stessa decisione. Ha assolutamente ragione e questa decisione è di una importanza davvero notevole.
Una ultima considerazione personale che è nello stesso tempo un appello a chi scrive di boxe ma anche ai pugili. La strada giusta è questa se non volete essere complici nell'uccidere lo sport che dite di amare non chiamate campione mondiale chi non lo è, nemmeno se una di quelle cinture che testimoniano il falso l'avete attorno alla vita. Non è certo quella che vi rende grandi se lo siete davvero.



