Lutto per il pugilato italiano.
Si è spento oggi a Lastra a Signa (Fi), all’età di 80 anni, Silvano Bertini (42-3-1).
Bertini conquistò la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964 nei welter, battuto in semifinale da un verdetto che gridava vendetta (2-3) dal super raccomandato polacco Marian Kasprzyk.
Al termine dei Giochi passa professionista sotto la procura del manager toscano Adriano Sconcerti.

Nel 1968 a Roma conquista il titolo italiano battendo ai punti Domenico Tiberio.
Una favorevole congiuntura organizzativa gli permette, nel gennaio 1969 a Bologna, di combattere per il titolo europeo della categoria detenuto dall’olandese delle isole Curaçao Edwin Fighting Mack, che l'aveva conquistato a sorpresa cinque mesi prima, battendo alla decima ripresa Carmelo Bossi, costretto al ritiro da una frattura alla mandibola.
Bertini s'mpone per KO alla tredicesima ripresa.

Il suo regno non fu di lunga durata in quanto nel maggio 1969 a Parigi veniva sconfitto in otto riprese da Jean Josselin.
Dopo quella battuta d’arresto il campione toscano sale tra i superwelter dove, nel 1971 a Ginevra, deve soccombere al francese Roger Menetrey che lo supera per kot alla tredicesima ripresa.
Nel 1973 torna a combattere in Giappone, a Sapporo, in un match addirittura con in palio il mondiale WBC-WBA, venendo però sconfitto per abbandono all’inizio della dodicesima ripresa da Wajima.
Fu quello l’ultimo incontro della sua gloriosa carriera.
Max



