Tre atterramenti portano al previsto trionfo del giapponese a Las Vegas

Come previsto il fenomeno giapponese Naoya Inoue, non per nulla soprannominato " The Monster" , liqida in 3 set il filippino Michel Dasmarinas e mantiene i titoli di sigla dei pesi gallo che erano in suo possesso. La superiorità del giapponese è stata netta nonostante il coraggio dello sfidante e va sottolineato che, se già ci vuole coraggio a salire su un ring, salirvi per affrontare uno come Inoue ne richiede una quantità enorme. Dasmarinas ha fatto quello che poteva, si è mosso molto ma non è scappato, ha cercato di controbattere ma tre terrificanti sinistri al corpo hanno decretato la fine del suo tentativo.
Muoversi a destra e a sinistra e cercare di usare il jab destro, Dasmarinas è mancino, non è servito a nulla. Inoue sa tagliare il ring, ha una precisione chirurgica, ti fa credere che farà una cosa e poi ne fa un'altra. Non sembrava difatti molto impegnato a cercare il lavoro al corpo ma al primo sinistro al fegato che ha messo a segno Dasmarinas ha strabuzzato gli occhi, è rimasto in piedi un paio di secondi e poi ha dovuto inginocchiarsi per il tipico effetto ritardato di questi colpi. A Inoue è mancato il tempo di concludere lì. Lo ha fatto nel 3° round quando il filippino ha cercato di ribattere, un altro sinistro al corpo e un altro atterramento dal quale si è rialzato ancora più a fatica guardando l'orologio che scandiva i secondi sopra il ring per capire quanti ne mancavano per arrivare al suono del gong. Erano una trentina, tanti, troppi nella sua situazione. Difatti poco dopo un altro sinistro al corpo ha chiuso definitivamente la vicenda senza bisogno di conteggio.
Chi scrive pensa che questo giapponese sia il miglior pugile del mondo di tutte le categorie, ma non è facile riconoscere questo inesistente titolo a un peso gallo. Il problema, se così lo vogliamo chiamare, è solo questo.



