Il presidente della World Boxing Association, Gilberto Mendoza, ammette che vi sono reali difficoltà nel ridurre il numero di titoli che la sua organizzazione riconosce , ma afferma anche che la credibilità della boxe non si misura con il numero di titoli in palio-
Opinione più o meno condivisibile ma i numeri ci dicono che l'emisfero Wba è eccessivamente premiante . Attualmente il ranking dell' Ente segnala 39 campioni spalmati su 17categorie di peso compresi naturalmente i titoli di super campioni, campioni regular, interim e Gold .
Negli ultimi anni, la stragrande maggioranza dei fan si è stancata della Grande abbondanza di titoli che diminuisce il prestigio del campione più alto, ma la proliferazione dei titoli minore permette di aumentare il volume di attività e attira più sponsor specie in campo televisivo-
Ecco che allora Mendoza risponde alle critiche con la sua visione del problema che rimane comunque discutibile :
“Mi dicono che ci deve essere un solo campione, ma non mi danno solidi argomenti. Mi dicono che i titoli sono svalutati, ma quando parliamo di fare un torneo per impostare un singolo campione, non tutti vogliono entrarci . Quando noi accettiamo una sfida di riunificazione tra sigle non sempre troviamo un accordo- Ribadisce Mendoza a ESPN Deportes.-
Con vari titoli sul tavolo tutti lavorano di più e i promoter sono ben felici di questa situazione . E' lampante che un pugile che lotta per un titolo attira più interesse , un pugile che conquista un titolo vale di più ,una rete televisiva che trasmette un match con un titolo in palio fà business.Ci piacerebbe avere un equilibrio in termini di titoli, ma qual è l'equilibrio che potremmo offrire?",La cosa ideale sarebbe fare un torneo come le World Boxing Super Series, dove abbiamo il meglio e non solo i pugili che i vari promoter ci offrono. E' una scelta la nostra , criticabile forse , ma che alza il giro d'affari".

Sicuramente la Wba aumenta i numeri dei ricavi dei vari attori ma la credibilità si abbassa pericolosamente .



