Capricci, criminali, dopati e furbetti
Se dobbiamo ringraziare Bob Arum per avere ricominciato in un Paese dove l'emergenza è totalmente fuori controllo perché non la si è voluta controllare assistiamo a dei suoi comportamenti senz'altro esecrabili. Passi per il dio denaro che certo non solo nella boxe governa l'andamento di questo mondo ma se davanti a questo bisogna anche collaborare con un criminale ricercato in mezzo mondo civile mi sembra che il segno sia abbondantemente passato. Di Daniel Kinahan abbiamo parlato in altro articolo ma non basta certo non essere informati dalle autorità irlandesi per non prendere posizione.
E Arum se ne è strafregato. A questo aggiungiamo che stava per riportare il pluridopato Jarrell Miller sul ring di Las Vegas ed è troppo facile tirarsene fuori adesso che il ragazzone newyorkese è stato preso un'altra volta con le mani nella marmellata facendo finta pure di essere scandalizzati.

Bob Arum ha quasi 89 anni e non c'è da illudersi cambierà mai. Oscar De La Hoya però ne ha poco più della metà ma non sembra ragionare molto meglio. Il suo nome è entrato, come sapete, in quella patetica lista di ex che durante il lockdown hanno cominciato a pensare di ricominciare a combattere, chi per beneficenza e chi sul serio.
Personalmente il Golden Boy californiano non mi è mai stato simpatico ma era un gran bel pugile. Ma lo ricordo nell'ultima parte di carriera e in particolare nella disfatta con Pacquiao. Adesso dove vuole andare? Crede di fare del bene alla boxe oltre che a se stesso?
Ma se il patetico ritorno di De La Hoya in fondo per la boxe non è una novità se pensiamo a tanti dolorosi ritorni e che, tanto per dire, Kenny Lane richiese la licenza a 65 anni, che dire di uno che firma un contratto pazzesco in esclusiva con DAZN e pretende di scegliersi avversari che non gli faranno correre il minimo rischio lasciando invecchiare a puntino quello che gli ha già procurato problemi e che, secondo me, lo aveva battuto entrambe le volte che lo ha incontrato? Si, parlo di Canelo Alvarez, certo, e della stagionatura a cui sta sottoponendo Gennady Golovkin.
E questa è una cosa insopportabile del pugilato contemporaneo. Perché se è vero che anche in passato ci sono stati match non realizzati (e nel nostro forum ci divertiamo a immaginarli) i veri grandi campioni, i Robinson, i Greb, gli Ali, i Frazier, i Marciano, i Louis, i Duran, gli Armstrong e tutti gli altri non si tiravano indietro. Qui invece si fanno questi calcoli meschini e i grandi scontri sono drammaticamente diminuiti anche senza il lockdown.
E vogliamo parlare di quel pugile che di questi tempi rifiuta 200.000 dollari per combattere su 8 round?. Si chiama Ryan Garcia, ha 21 anni e non ha ancora vinto nulla di veramente importante.
Sarò pessimista ma non mi sembra che andiamo verso un radioso futuro.



