E' un Tony Yoka(7.0) molto battagliero quello che ha rilasciato ieri un'intervista a Sky Sport.
L'oro olimpico di Rio non ha iniziato bene la sua carriera professionistica, pur avendo impressionato in alcuni match, perché la squalifica di un anno impostagli dalla federazione francese per aver evitato tre test antidoping ha pesato indubbiamente sulle sue potenzialità e anche nella considerazione dei tifosi. Sulla stampa non si parla più di Yoka erede di Joshua, ma di un atleta che deve ancora dimostrare tutto il suo valore. Ora vuole bruciare le tappe. E' andato ad allenarsi in California nel gym di Virgil Hunter, e ha dichiarato poche decine di giorni fà che nel 2020 vuol combattere almeno tre volte . un progetto di non facile realizzazione:

"Non voglio assolutamente aspettare quattro anni come ha fatto Joshua prima di conquistare un titolo-Confessa "La Conquet " a Sky Sports-È un periodo troppo lungo. Non voglio perdere tempo a superare avversari che so già prima di incontrarli che avrò vita facile. Non sto dicendo che combatterò il campione del mondo oggi o domani, ma devo sfidare gente che mi faccia salire in classifica in fretta".
Onestamente negli ultimi tre match il due metri parigino ha battuto Michael Wallisch, Alexander Dimitrenko e Dave Allen che sono gli avversari giusti per un neo pro molto ambizioso ma quando tornerà a combattere in settembre o in ottobre la lontananza dal ring si farà sentire e non è pensabile di metterlo contro al vincitore della sfida Dubois vs Joe Joyce come lui ha chiesto. E' vero che alle Olimpiadi ha battuto sia Joyce che l'emergente Hrgovich ma il bravo Richard Schaefer, che lo ha ingaggiato per Ringstar Sports, ha progetti molto più prudenti sia per il 2020 che nella prima parte del 2021.



