logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Il giorno particolare di un pugile qualunque

Spogliatoi

di Gualtiero Becchetti

Entrò in camera sua e depose la sacca d’allenamento sul pavimento. Si distese sul letto con le mani incrociate dietro alla nuca e cominciò a fissare il soffitto pensando, pensando e pensando.
Era il tardo pomeriggio di un giorno qualunque. Come faceva da anni e anni stava per recarsi in palestra.
Aveva ordinato con cura il necessario: la tuta, la maglietta e i calzoncini freschi di bucato, quindi deposto nella tasca laterale la scatolina azzurra con il paradenti.
Ma quel giorno la sacca gli era sembrata più pesante del solito, anche se ormai era da qualche mese avvertiva che stava diventando sempre più faticoso appoggiarsela sulla spalla e avviarsi all'allenamento.
Intanto gli occhi si muovevano dal soffitto alle pareti, ai mobili d’intorno, alle fotografie gioiose di vittorie lontane, a locandine con il suo nome in mezzo a quelli di tanti amici e avversari.
Soprattutto ad una canottiera azzurra con lo scudetto tricolore sul cuore, incorniciata nel punto migliore della camera quasi con la devozione riservata ad un’immagine sacra. Sì, per una volta anche lui era stato “azzurro”.
Sul comodino, nel tavolinetto dov'era il computer, sopra due mensole di lato alla finestra…medaglie, coppe di varia forma e grandezza, targhe e statuette a memoria di combattimenti in feste di paese o in tornei più o meno importanti. Tutta roba priva di valore materiale ma d’incommensurabile valore personale; tutta roba intrisa di fatica, paura, gioia, dolore, speranze e delusioni.
Cambiò posizione, quel pugile qualunque. Si sedette sul bordo del letto con la testa tra le mani e i gomiti appoggiati alle ginocchia.
Poi s’affondò la lama della verità, dolorosa e crudele, nel cuore.
No, non sarebbe mai diventato un campione. Era troppo tardi. Quella canottiera della Nazionale sarebbe rimasta unica e nessun sacrificio avrebbe potuto trasformarlo nel pugile che aveva sognato d’essere.
Cercò per un attimo giustificazioni, alibi, ma quello era il momento di non ingannarsi, di non prendersi in giro…
Si alzò lentamente, come gli capitava all’angolo quando suonava il gong e i muscoli erano tarlati dalla fatica. Prese la sacca e, così com’era, la mise su un ripiano dell’armadio che chiuse frettolosamente e con un nodo ingola, prima di cambiare idea.
Era finita.
Era finita l’avventura sul ring ma anche la parte della sua vita che aveva coinciso con la giovinezza.
Era finita.
Da quel momento entrava a far parte della folta schiera degli ex che, di tanto in tanto, si sarebbe riunita a rievocare i bei tempi attorno ad una tavola imbandita.
Non rimpiangeva niente e nello stesso tempo rimpiangeva tutto.
Era consapevole d’essere incatenato per sempre a quella follia che è il pugilato. Uscì dalla stanza e si chiese dove sarebbe andato ora, come avrebbe riempito le ore che si stava lasciando alle spalle.
Una strada l’avrebbe certamente trovata. Bastava avere un po’ di pazienza e mettere ordine ad una storia che gli aveva marchiato il passato, il presente e il futuro.
Non era facile, ma ci sarebbe riuscito…

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 2913 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go