
di Gualtiero Becchetti
C’é un momento di “non ritorno”, nella vita di ogni ragazzo e ragazza che diventano pugili.
E forse é proprio quello l’istante più affascinante, magico, drammatico, esaltante, indimenticabile del pugilato.
L’istante che il grande pubblico non conosce, ma che fa innamorare dello “sport-non solo sport” coloro che hanno l’opportunità di esserne testimoni, perché é come se irrompessero nella loro memoria immagini di un remoto passato rimaste per tanto tempo nascoste in qualche angolo della mente, in attesa che qualcosa le strappasse al subconscio per trascinarle di nuovo alla superficie.
Quelle del gladiatore. Sì, le immagini del gladiatore a cui di colpo si spalanca davanti l’abbagliante luce dell’arena o del guerriero che imbraccia la lancia e lo scudo perché ormai é solo tempo di combattere o di qualsiasi altro essere umano a cui non resta che un’unica scelta senza alternative, se vuole un domani.
Il ragazzo con la mani bendate, silenzioso e con il formicolio che l’attraversa dai piedi alla testa, la paura inghiottita insieme alla saliva e le gambe tremanti d’angoscia vive così in maniera molto simile il proprio sogno intrecciato con l’incubo.
Il momento di “non ritorno"…
Qualcuno s’affaccia alla porta dello spogliatoio e gli dice: “Tocca a te!”.
Sì, proprio a te e solo a te… e all’altro uguale a te, nello spogliatoio accanto.
Con il volto bianco e imperlato di sudore guardandosi attorno senza vedere nulla o con il cappuccio a coprire la testa quasi fosse l’ultima trincea dove trovare rifugio o saltellando con una smorfia simile a un sorriso sulle labbra a manifestare spavalderia che quasi sempre é fragilità, il pugile va…
Il ring l’aspetta, la gente anche e soprattutto l’avversario che sembra un “drago” anche se probabilmente é insicuro e timoroso quanto lui.
Ecco il momento di “non ritorno”!
Tutto ciò che deve accadere accadrà e non sono contemplati ripensamenti.
Vada come vada il futuro! La crisalide diventa farfalla, il pauroso diventa indomito, il ragazzo diventa pugile e lo resterà per sempre, anche se quello fosse il primo e ultimo combattimento della sua vita.
Sì, pugile.
Una persona nè migliore né peggiore dei suoi simili.
Sicuramente però diversa. Speciale.



