Sei riprese vinte senza brillare a Las Vegas per il bi-olimpionico cubano

Il fatto è che Ramirez l'oro di Rio l'aveva vinto contro Shakur Stevenson, allora 17enne diamantino statunitense e che entrambi da professionisti combattano per la Top Rank di Bob Arum. Stevenson è passato subito dopo Rio professionista, ha preso un titolo di sigla ed è logico, naturale che si pensi a farlo vendicare, nel frattempo però si deve far crescere Ramirez ma ecco l'inciampo con Gonzales e i piani vanno per il momento a monte. La priorità diventa ricostruire una sorta di verginità per il mancino cubano e dargli così un allenatore cubano come lui ed espatriato come lui, uno molto bravo e riverito, Ismael Salas. Ramirez vince tre match prima del limite e si ritrova davanti Gonzales nella "bolla" asettica del MGM Grand di Las Vegas.
Questa volta tutto va per il verso giusto, Ramirez vince tutte le riprese, questa volta sono sei, e il ragazzo di Denver passa forse la sua ultima serata importante su un ring andando spesso a farfalle. Tutto bene? Non del tutto. Ramirez è apparso sicuro di sè, fin troppo ma la sostanza è stata pochina. Nessun dubbio che il ragazzo, ora 26enne sappia fare la boxe, che diamine! Ma la boxe professionistica è un altra cosa e per adesso Ramirez fa troppo fumo e troppo poco arrosto. Stevenson è su un altro livello ora. La scelta è adesso fra farli incontrare subito e liquidare la vicenda a un livello medio/basso o insistere per far crescere Ramirez e tornare al piano originario, cioè verso una vendetta a più alto livello quando potrà esserci il pubblico e un bel po' di dollari. Decisione non del tutto facile.




