Il suo lavoro in aiuto ai medici di New York
Forse Mikkel LesPierre perderà stanotte a Las Vegas contro Jose Pedraza come è nei pronostici ma nessuno potrà cancellare quello che quest'uomo di 35 anni che viene dai Caraibi ha fatto a New York, dove abita, durante l'emergenza per il coronavirus. LesPierre lavora al reparto di otorinolaringoiatria
dell'ospedale Mount Sinai Beth di Manhattan. Lui non è nè un medico nè un paramedico, sta agli sportelli ma in questo caso ha volontariamente scelto di assistere i medici impegnati nella lotta al covid 19 che ha così pesantemente colpito la Grande Mela.
Nativo di Trinidad and Tobago, LesPierre ha una moglie e una figlia di un anno. Avrebbe potuto mettersi in ferie, lasciar perdere, e invece tutte le mattine si metteva in macchina per una New York terribilmente deserta per raggiungere l'ospedale. Il suo compito era portare l'equipaggiamento di sicurezza ai medici e agli infermieri, aiutarli ad indossarli. LesPierre ha visto tanti malati, ha visto portare via i morti nei sacchi, anche due in una volta, ha avuto paura di essere contagiato ma ha avuto il coraggio di andare avanti senza mollare mai. E dopo il lavoro andava ad allenarsi a Brooklyn alla Gleason's Gym, e poi quando anche questa ha dovuto chiudere, andava nei parchi con Joan Guzman, il suo allenatore e grande ex campione dominicano che s'inventava l'impossibile per allenarlo.
"E' stata una battaglia" dice LesPierre "una battaglia che dovevamo combattere tutti insieme. E per tutti insieme intendo tutti quelli dell'ospedale e io sono uno di loro".
Da oggi LesPierre ha in chi scrive un tifoso in più.




