Allora il problema del compenso ai pugili diventerà il primo problema per gli organizzatori nell’epoca dopo il coronavirus ? Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sembra di Si. Per anni una sconsiderata guerra tra le emittenti televisive ha gonfiato borse e valutazioni ma oggi che gli sponsor principali del pugilato sono costretti a ridimensionare i probabili guadagni futuri si abbassa il costo del prodotto della filiera -
Sports Illustrated Boxing ha intervistato il gestore di Matchroom Boxing Eddie Hearn, che risulta essere il massimo produttore di boxe per DAZN . Il promoter britannico ha riconosciuto di essere almeno una parte del problema.
-Devo dire che le borse dei pugili sono andate completamente fuori controllo .Una parte è colpa mia e di DAZN non ho problemi ad ammetterlo . La proposta in streaming è dovuta entrare con forza sul mercato pugilistico e abbiamo dovuto fare un po 'di rumore. Bob Arum mi ha incolpato di questo .L'altro giorno ero al telefono con lui, e ha detto: "Beh, è comunque tutta colpa tua E prima di te, la colpa era di Al Haymon . Purtoppo non possiamo decidere solo noi. E’ il mercato che genera certe scelte e non possiamo dimenticare che i nostri clienti principali sono le emittenti televisive . Ora dovremo fare più attenzione nel pagare i pugili e assicurarci che ciò che offrono abbia un reale valore spettacolare-
Di fronte a queste nuove realtà è logico che i pugili ad ogni livello siano preoccupati. Il timore che una situazione attinente ad un periodo come quello del ” dopo pandemia “ diventi poi una congiuntura a lungo termine. Le elementari teorie economiche ci insegnano che più `e alto il prezzo,meno persone acquisteranno il bene, e, quelle che lo faranno, ne compreranno sempre di meno. Atleti con grande esperienza e di livello mondiale come Terence Crawford, hanno immediatamente capito da che parte ha iniziato a “tirare il vento” e ha già messo le mani avanti:

-Devo combattere in uno studio televisivo senza pubblico ? E’ più difficile, più complicato e voglio trattare prima le condizioni e chiederò serie garanzie a proposito. –
Dunque non sarà facile dare per scontata questa riforma della scala salariale e dovranno esserci atteggiamenti intelligenti sia da parte dei promoter che dei pugili. I pugili rischiano la vita per proporre spettacolo e hanno una carriera lavorativa molto breve e devono essere assolutamente tutelati sotto ogni profilo.
Dall’altra parte non si può pensare che una proposta in streaming di livello mondiale incassi 150.000 dollari quando la cifra pagata ai pugili supera i quattro milioni di dollari. E’successo qualcosa di simile ( non sono esattamente gli stessi i numeri però!) per la sfida del 29 febbraio tra Jessie Vargas e Mikey Garcia . Il pugile di Las Vegas ha incassato 1,2 milioni di dollari mentre il vincitore Garcia ne ha incassati oltre tre milioni . Pare che gli introiti per gli organizzatori siano stati poco più della metà.
Ci vorrà tanta pazienza e molto buon senso da parte di tutti i protagonisti del ring per affrontare una realtà pugilistica globale molto meno ricca di quella del 2019 .



