Un pugile passato professionista troppo tardi
Il nr 5 nella classifica dei pesi massimi del Transnational Boxing Rankings Board, cioè il quinto sfidante di Tyson Fury, è l'esule cubano Luis Ortiz. La sua storia non è dissimile a quella di tanti altri pugili cubani che per fare il pugile professionista hanno dovuto lasciarsi alle spalle casa, affetti e un pezzo della propria storia. Nel caso di Ortiz la cosa è stata particolarmente dolorosa per motivi famigliari soprattutto. Molti pugili cubani si sono persi al contatto con una vita e soprattutto una società diverse e non sono riusciti a scalare le vette mondiali. Non è il caso di Ortiz che però ha avuto altri problemi e si può dire che comunque abbia fatto il salto fra i professionisti troppo tardi.
La carriera dilettantistica di questo massimo cubano, mancino come tanti dilettanti della scuola cubana, è stata buona ma non certo paragonabile a quelle di altre stelle del pugilato caraibico. Nato il 29 marzo 1979 a Camaguey (ma si dice che in realtà la data di nascita risalga a qualche anno prima) il suo debutto a torso nudo è avvenuto in Florida quando aveva già quasi 31 anni ufficiali. Ha combattuto inizialmente spesso mettendo nel record soprattutto nomi di vecchi pugili in cerca delle ultime borse. Nel settembre del 2014 ha combattuto per il titolo ad interim della WBA battendo in meno di un round il nigeriano Lateef Kayode ma questo risultato è stato poi mutato in no contest perché Ortiz è stato trovato positivo a un controllo antidoping per avere assunto uno steroide. Squalificato prima per un anno e poi per soli 9 mesi, Ortiz ha poi conquistato quel titolo battendo prima del limite in 7 round Bryant Jennings. Un match molto eccitante che lo mise all'attenzione di tutti. Molto convincente anche la vittoria seguente su Tony Thompson ma proprio all'inizio di un accordo con la inglese Matchroom di Eddie Hearn è venuta una prova non convincente contro Malik Scott.

Il 3 marzo 2018 Ortiz ha sfidato Deontay Wilder per il titolo di sigla WBC e ne è uscito uno dei match fra pesi massimi più emozionante degli ultimi anni. Ortiz è andato al tappeto al 5° round ma ha poi portato Wilder sull'orlo del crollo prima di essere lui a cedere al 10° round alla potenza del destro dello statunitense. Battuti nell'odine Razvan Cojanu e Travis Kauffman prima del limite più Christian Hammer ai punti, Ortiz si è trovato nuovamente nei guai con l'antidoping, questa volta con un diuretico che serve ad abbassare la pressione del sangue, problema di cui Ortiz sembra soffrire, ma funge anche da agente coprente per altre pratiche dopanti.
Il 23 novembre 2019 Ortiz ha nuovamente sfidato Wilder per il titolo WBC a Las Vegas. Dopo aver praticamente dominato il match Ortiz è stato però nuovamente colto dalla martellata di destro e ha perso per K.O. al 7° round.
Allenato da Herman Caicedo, Ortiz fa parte dei pugili sotto contratto con Al Haymon. Alto 1,93, Ortiz è uno dei migliori pesi massimi in fatto di tecnica pugilistica, posizionamento delle gambe, difesa ed ha un colpo molto pesante. Manca di continuità e mobilità sulle gambe ed ha probabilmente passato da un po' di tempo il suo momento migliore. Nonostante abbia perso solo contro Wilder il futuro non sembra poter essere roseo. L'età e il tempo non sono certo dalla sua parte. Forse solo una occasione ancora se il fisico reggerà.



