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Un peso massimo al giorno: 5) Dillian Whyte

Una fama legata anche alla rivalità con Joshua

 

 
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Si può anche acquistare credibilità per merito di un avversario e anche perdendo un incontro prima del limite. E' quello che in fondo è successo all'inglese Dillian Whyte la cui fama è arrivata all'orecchio di molti appassionati soprattutto grazie ad Anthony Joshua.  Quando quest'ultimo era passato al professionismo dopo l'ingiusta vittoria olimpica a Londra 2012 ai danni del nostro Cammarelle e dopo una breve sosta nelle World Series of Boxing, infiò una serie di vittorie prima del limite in 2-3 riprese massimo e allora venne fuori che Joshua alle prime armi da dilettante aveva perso da Dillian Whyte e si parlò di metterli di fronte. Ciò avvenne il 12 dicembre 2015 alla O2 Arena di Londra che era stata costruita apposta per le Olimpiadi. Fu un buon match soprattutto perché al 2° round Joshua fu scosso per la prima volta da professionista. Poi però ebbe il sopravvento, Whyte si battè bene ma fu atterrato e fermato al 7° round. Prima di allora l'unico pugile di un certo nome battuto da Whyte era stato Brian Minto che però aveva già 40 anni ed era a fine carriera.

Nato in Giamaica l'11 aprile del 1988, Whyte era passato professionista nel 2011 contro il parere del suo trainer Chris Okoe che giudicava la cosa prematura ma fu quasi costretto da una disputa con l'ABA (associazione della boxe britannica dilettanti) per via del suo passato di kickboxer. Nel 2015 passò con Johnathon Banks e poco dopo con l'attuale allenatore Mark Tibbs. Frank Maloney, il promoter poi diventato donna, lo ha guidato fino al 2014, dal 2016 Whyte è con la Matchroom di Eddie Hearn.

Dillian Whyte (a sin.) con Eddie Hearn e Anthony Joshua

Dopo il match con Joshua, Whyte  non ha più perso mettendo in fila pugili come David Allen, due volte Derek Chisora, Robert Helenius, Lucas Browne, Joseph Parker, Oscar Rivas e Mariusz Wach. Da tempo avrebbe meritato una chance di battersi per un titolo di sigla ma le macchinazioni delle varie sigle glielo hanno finora impedito se non per un titolo di quelli cosiddetti ad interim per il WBC quando battè il colombiano Rivas. Proprio prima di quel match Whyte si è trovato nei guai per una positività a un controllo antidoping mai completamente chiarita. La cosa ha suscitato logicamente le proteste di Rivas e del suo clan.

Alto 1,93 e con un fisico molto massiccio e muscoloso, Whyte sfrutta un allungo notevole, è tecnicamente piuttosto ben messo e ha un gancio sinistro letale. Non ha una difesa eccezionale ma è resistente con buone capacità di ripresa, talvolta un po' discontinuo. Nel suo futuro dovrebbe esserci una chance per un titolo di sigla forse quando Fury, Wilder e Joshua avranno finito di battersi fra loro. Prima però un match contro Alexander Povetkin che il lockdown ha rimandato. Attualmente Whyte è il numero 4 della classifica dei pesi massimi del TBRB

 
 

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